L'assessore ha consegnato la lettera di dimissioni al sindaco che manterrà le deleghe La lettera di dimissione di Siliani, come anticipato dal nostro giornale era pronta da almeno una settimana e ieri mattina è stata consegnata nelle mani del sindaco Domenici che ora si dice, almeno fino a gennaio, manterrà le deleghe dell'ex assessore alla cultura. Per Siliani la situazione, Io afferma lui nella lettera al sindaco, la situazione era diventata insostenibile. Troppe le pressioni. «Vi è una componente politica forte nelle agitazioni intomo alle riorganizzazioni di giunta» ha scritto Siliani. Pressioni, o meglio una resa dei conti fra Ds e Margherita e soprattutto all'interno di Di dove ormai da mesi si consuma lo scontro tra «pistelliani» e «rutelliani». E proprio l'asse che si è venuto a creare, Domenici-Renzi-Rutelli sarebbe alla base delle prossime mosse e delle nuove nomine nella giunta di Palazzo Vecchio. Si perché se è vero che il nome, di Antonio Paolucci -ieri Domenici gli ha telefonato e lo ha messo al corrente della situazione - continua a essere molto gettonato in Comune per la successione di Siliani è altrettanto vero che la scelta arriverà del confronto molto vivo che c'è e ci sarà tra il sindaco e il ministro ai Beni Culturali Rutelli. Non lo ha nascosto Domenici ieri mattina nel corso di un colloquio coi giornalisti (ha ammesso di aver sentito Rutelli poche ore prima delle dimissioni «concordate» di Siliani) e lo sanno anche i muri ormai a Palazzo Vecchio. Chi se la passa male in questo momento è l'ala pistelliana della Margherita tanto che il capogruppo attuale Nicola Perini (molto vicino a Rustelli) sembra destinato ad essere sostituito da Rosa Maria Di Giorgi. Si dovrebbero scambiare i ruoli, con Perini nuovo vicepresidente del consiglio comunale e Di Giorgi nuova capogruppo. Sembra certo l'ingresso in giunta dell'attuale segretario metropolitano dei Ds Manuele Auzzi (Domenici ieri non ha negato) e il rimpasto di deleghe specie nel settore della mobilità. Rimpasto che coinvolgerà anche direzioni e uffici. Per il resto ieri Domenici ha di nuovo aperto a Rifondazione Comunista e lanciato un appello ai gruppi consiliari di Renzi chiedendo a Margherita e Ds di costituire almeno in Comune un gruppo unico per dare un segnale forte alla costituzione dell'agognato partito Democratico. Appello ovviamente accolto con grande enfasi dal presidente della Provincia Matteo Renzi. Del resto il sindaco ieri mattina oltre a ringraziare Siliani «sia dal punto di vista dei comportamenti politici e morali, sia per la rettitudine e la sensibilità», ha lanciato anche qualche frecciati-na ai compagni della Margherita e a chi in queste settimane ha messo in piazza le voci del rimpasto e del siluramento dell'ex assessore alla cultura. «Non so chi ha creato questo dibattito sulle quote Margherita - ha detto Domenici - e nemmeno io come Siliani ho capito certe cose. Secondo me se certe cose la Margherita non le diceva era meglio anche perché si sta ragionando su per: sone di livello e di prestigio come Paolucci». Già Paolucci, che quelli di DI non considerano in quota Margherita tanto da auspicarla - nel caso diventi assessore - una nomina tecnica. Tanto che sulle possibili candidature al dopo Siliani, il sindaco ha precisato di «non aver certo pensato ad altri, mentre era in carica Siliani. Ora vedremo. Comunque sia, visto che si parla di Firenze e del suo patrimonio culturale (che ricordo è per il 70 di proprietà dello stato) è una questione che affronterò anche di concerto con il ministro per i Beni culturali». Su Auzzi e sul suo ingresso in giunta, come detto, il sindaco è stato piuttosto esplicito : «É una persona sii cui possiamo contare e fare affidamento. Si tratterà di valutare quali persone sarà più utile valorizzare anche sul quadro generale». E sul riassetto delle deleghe di assessori e della macchina organizzativa Domenici ha preso tempo anche se ha di nuovo riconosciuto come questa sia un'esigenza sentita: «Prima però sono da risolvere i nodi politici e le eventuali nomine anche se la necessità di rendere adeguata la nostra organizzazione a livello di direzioni e dirigenza e redistribuzione degli incarichi c'è. Ma questa viene per ultima».
Siliani silurato dall'asse Domenici-Rutelli
L'assessore Siliani ha consegnato la lettera di dimissioni al sindaco Domenici, che manterrà le deleghe dell'ex assessore alla cultura fino a gennaio. La lettera afferma che la situazione era diventata insostenibile e che ci sono state pressioni politiche. Il sindaco ha ringraziato Siliani per i comportamenti politici e morali e ha lanciato alcuni frecciate-nadai ai compagni della Margherita. Domenici ha anche lanciato un appello ai gruppi consiliari di Renzi per costituire un gruppo unico in Comune. Il sindaco ha anche espresso la sua intenzione di valutare le persone che potrebbero essere utili per il riassetto delle deleghe e della macchina organizzativa.
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