A differenza di Rutelli con Mantegna, il premier socialista vieta il trasferimento del quadro «in condizioni precarie» MADRID I cittadini baschi dovranno continuare a venire a Madrid se vorranno vedere il Guernica di Pablo Pi-casso. Il primo ministro José'Luis Zapatero non ha lasciato spazio alla speranza. «Motivi tecnici ha detto ieri al Senato rendono impossibile il trasferimento temporaneo del famoso quadro al museo Guggenheim di Bilbao nel 2007, in occasione del 70esimo anniversario del bombardamento di Guernica dia parte degli aerei della Legione Condor, inviata da Hitler per aiutare il generale Franco durante la Guerra Civile spagnola. A detta degli esperti, l'opera (7,76 metri per 3,49; più grande di una porta di calcio), non può essere trasportata sen-;;a provocare danni irreparabili Ma i nazionalisti baschi che, con tenacissima insistenza, ne hanno chiesto il prestito si iomandano se i motivi del diniego sono soltanto «tecnici» oppure di altro genere. Il Guernica è per tutti il simbolo universale degli orrori della guerra ma per i baschi è qualcosa di intimo. Gernika, il nome della cittadina in lingua euskera, è la culla della loro identità e il bombardamento della popolazione civile, il 26 aprile 1937 in un giorno di mercato (si contarono circa 1.600 vittime), è una ferita tuttora sanguinante. Sono poche le case basche che non ospitano una riproduzione del quadro. I na-zionalisti, che sono al governo regionale da un quarto di secolo, vogliono il quadro in Euzkadi, il Paese basco, e qualcuno, malfidato, a Madrid sospetta che lo desiderano, non soltanto per una mostra temporanea ma per tenerselo stretto e non restituirlo. Il senatore nazionalista Zubia, che ieri ha posto la domanda al capo del governo, si è limitato a definire «un'aspirazione legittima» il trasferimento al Guggenheim nel 2007 «con le garanzie necessarie» perché si tratta di un anno in cui si commemora il 70esimo anniversario del bombardamento e il decimo del Guggenheim, un museo che ha trasformato Bilbao da città industriale in meta turistica internazionale. E inoltre, ha sospirato, «si intravede la pace in Euzkadi». Zapatero ha dato ragione alla direzione del Museo di arte contemporanea Re-ina Sofia, dove il quadro è ospitato, che rifiuta categoricamente ogni prestito del quadro a causa del suo deterioramento, ed ha assicurato, conoscendo i sospetti serpeggianti in certi ambienti, che sulla decisione «non hanno influito e non influiranno motivi di altra natura, né sentimentale né politica». Il primo ministro ha ricordato i precedenti «no» al trasferimento del Guernica a Barcellona per le Olimpiadi del 1992, in Giappone per il 50esimo anniversario del bombardamento di Hiroshima e a Parigi, nonostante un intervento del presidente Mitterrand. Su una vicenda simile si è mosso in maniera diversa dal nostro ministro dei Beni culturali Ruttili che ha concesso il via libera per il viaggio a Mantova al Cristo Morto di Mantegna risolvendo la disputa molto accesa fra Vittorio Sgarbi e la Sovrintendente della Pinacoteca di Brera, contraria al trasferimento a causa della fragilità del quadro.