Qualcuno, a fine giunta, l'ha chiamato «l'asso nella manica di Alfieri». Altri colleghi, dalle lingue più taglienti, l'hanno definita «la solita acrobazia alfieresca», aggiungendo: «Una delle sue, per capirci». Al termine del vertice però, nessun assessore ha voluto rilasciare il benché minimo commento sul «piano segreto dell'assessore alla Cultura per salvare i destini della Gam e della Biblioteca di Bellini». E fra quelli che non volevano assolutamente parlare per una volta c'era pure lo stesso Alfieri. «No, non voglio fare commenti prima che la cosa sia andata in porto - ha premesso, un po' seccato - perché quando le cose poi appaiono sui giornali le si da per fatte. E invece stavolta non è così, si tratta di un'ipotesi cui stiamo lavorando, nulla più. E' un progetto che deve ricevere un via libera». Alla fine «confessa». «Stiamo lavorando a un'ipotesi alternativa al trasferimento della Gam a Torino Esposizioni. Il 7 novembre inaugureremo una mostra a Torino Esposizioni di tutte le collezioni che ora non possono essere visibili in via Magenta. Il resto delle opere d'arte potrebbe essere trasferito in via definitiva nelle ex Ogr così come prevedeva il progetto originario. Un trasloco cne il comune potrebbe affrontare grazie ai proventi della vendita dell'attuale sede della Gam e un aiutino da Roma...». Chiarisce: «Sarebbe mia intenzione chiedere al governo di finanziare, in vista del 2011 ovvero del centocinquantenario dell'Unità d'Italia, due grandi interventi: la biblioteca di Bellini e il trasferimento della Galleria d'arte Moderna nelle ex Ogr. Fra le altre cose, anche il sindaco Chiamparino, ieri in giunta, si è detto molto favorevole a che si dia inizio subito ai lavori per realizzare la maxibiblioteca. Se il governo accetterà di cofinanziare il trasloco della Gam e la costruzione della biblioteca allora due grandi nodi dell'utilizzo post-olimpico delle strutture sarebbero superati. Resta in piedi il problema del futuro del Palavela (dove si era indicato di creare l'Egizio 2) mentre per Torino Esposizioni si prospetterebbe un futuro di spazio espositivo non meglio identificato. In ogni caso il gruppo di lavoro formato ieri fra i diversi assessorati ha proprio questa «mission»: chiarire, entro un mese al massimo, che cosa si può fare in futuro delle strutture che hanno ospitato i Giochi.