Alfieri rivede il risiko dei musei e pensa di vendere l'edificio di corso Galileo Ferraris QUESTA volta in discussione non c'è il costo di una mostra, di una rassegna musicale o teatrale. Da definire c'è il futuro di quelli che dovrebbero essere i principali «contenitori culturali»: la nuova Biblioteca civica, le ex Ogr, Torino Esposizioni, la sede della Gam e il Palavela. Riqualificazioni costose, che devono essere in linea con il rigore del bilancio 2007 del Comune, che tenderà a privilegiare la spesa per le manutenzioni e a far slittare nel futuro alcuni progetti. Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura, è abituato, ogni volta che si parla di spese da tagliare, a sentire il fiato sul collo dei colleghi che hanno in mano il cordone della borsa. Così reagisce con pacatezza al nuovo corso deciso ieri nella riunione in giunta e annuncia che uno degli interventi, il trasferimento della Gam in una nuova sede si può fare «soltanto se si vende l'attuale, in modo da pagare quasi totalmente l'intervento». Assessore, che 2007 si prospetta per questi investimenti culturali dopo la discussione di ieri in giunta? «Siamo ancora in un ambito generale, non si è deciso nulla. Non lo si poteva neanche fare senza sapere quale sarà l'effetto della Finanziaria. Ma molte scelte dipendono anche da quello che potrà essere il contributo del governo per le celebrazioni del 2011, che si deve sviluppare attorno a spina 2». Ma quali sono le intenzioni del Comune per questi nuovi spazi culturali? Verrà realizzato il risiko annunciato o ci sarà un ripensamento? «E' un discorso ancora aperto che entro breve verrà definito. C'è il discorso della nuova sistemazione della Gam: si sta tornando all'ipotesi originaria, quella della collocazione nelle ex Ogr. Ma dipende da quello che decideranno le Ferrovie. C'è in seconda battuta l'ipotesi di Torino Esposizioni, dove il 7 novembre si aprirà la mostra sulle opere acquisite dalla Gam, con il determinante contributo delle Fondazioni bancarie. Se non sarà la scelta definitiva, sarà un'occasione per fare conoscere al pubblico questo importante patrimonio. Ma il trasferimento delle Gam si fa se si trova un acquirente per la vecchia sede: con il ricavato si pagano i tre quarti del trasferimento. C'è poi la questioni del Palavela: se troveremo altri spazi (Ogr o Torino Esposizioni) per le grandi mostre, l'impianto potrebbe essere destinato alla Fondazione post olimpica, per i suoi tradizionali usi sportivi e altri eventi». Da anni si parla della nuova Biblioteca civica. A che punto è il progetto e quando si potrà realizzare? «La sua realizzazione non è mai messa in discussione. C'è il progetto, ridimensionato rispetto alle premesse iniziali, dopo l'eliminazione della parte teatrale. Deve essere pronta per il 2011». Si può ipotizzare l'inizio dei lavori? «Nessuna ipotesi è possibile, in questo momento: come si vede è un intreccio complesso che però molto presto si definirà». Se le decidessero che è necessario, per questioni finanziarie, fare a meno di qualcuno di questi progetti, a quale non rinuncerebbe? «Certamente quello della Biblioteca civica di Mario Bellini: è un intervento di grande livello e qualità cui la città non duo rinunciare».