Chiusa da almeno tre decenni. In condizioni di forte degrado, nonostante i vincoli ambientali, paesaggistici e la destinazione, dal 1974, a verde pubblico. Questa la situazione attuale di Villa Blanc. «Una vergogna - dice il responsabile del comitato cittadino Villa Blanc, Sandro Sever-ni - che sembra non avere fine». Riuscire ad entrare è impossibile. Il cancello d'ingresso, su via Nomentana al civico 216, è chiuso con una grossa catena arrugginita dove è appeso un cartello con la scritta «attenzione pericolo di crolli». Nonostante questo, però, anche dall'esterno è possibile vedere lo stato di abbandono in cui versa il casino nobile in stile rinascimentale e neo liberty fatto erigere da Alberto Blanc. I vetri delle finestre sono rotti come le persiane in legno, crepe percorrono gran parte delle pareti esterne, i cornicioni ormai sono inesistenti e l'intero immobile è circondato da erbacce e rovi. «Quando nel 1996 - dice Severoni - la Luiss acquistò per sei miliardi e trecento milioni di vecchie lire la villa, nonostante il suo valore era stato stimato al suo antico splendore. Ed invece in dieci anni la situazione è ulteriormente peggiorata. Ad oggi il futuro della Villa storica risulta ancora in discussione. Diversi interessi, grandi e piccoli, pubblici e privati, continuano purtroppo ad intrecciarsi ostacolando di fatto la definizione di un programma di recupero chiaro, condiviso e compatibile con le caratteristiche del complesso e con le richieste dei cittadini che considerano Villa Blanc un simbolo e una risorsa insostituibile e irrinunciabile». Ma i problemi per il patrimonio liberty col tempo si sono «moltiplicati». Nonostante, infatti, la proprietà abbia adottato alcune misure, raddoppio parziale della recinzione e rinnovata sorveglianza, per proteggere da attacchi «esterni» e indesiderati l'immobile, queste si sono rilevate inefficenti. Basti ricordare che lo scorso 5 agosto furono arrestati due rumeni, madre e figlio, che avevano aggredito e tentato di accoltellare un loro connazionale in una delle tante risse che quotidianamente si verificano nei pressi della villa. «Le recinzioni - conclude Severoni - intorno all'area sono fatiscenti e costituiscono un passaggio quotidiano e facilitato per i ladri che da qui raggiungono facilmente le vie adiacenti, come via Lanciani, via Panvinio e via Vasi. La villa, sorvegliata solo la mattina da un vigilantes, la notte è incustodita e nell'ultimo anno è diventata la dimora di fortuna di extracomunitari e vagabondi. Nei mesi estivi le abitazioni, soprattutto quelle su via Lanciani, sono state "ripulite" più volte da topi di appartamento che sappiamo tutti chi siano e dove si rifugiano. Credo che non si possa continuare in questo modo. Dal 2001 noi del comitato non facciamo che chiedere una cosa semplicissima, cioè che la destinazione della villa rispetti il Prg, che ne ha confermato il vincolo ambientale e paesaggistico».
Roma. Villa Blanc, da 40 anni in attesa di restauro
Villa Blanc, un casino nobile in stile rinascimentale e neo liberty, è stato chiuso da almeno tre decenni e si trova in condizioni di forte degrado. Nonostante i vincoli ambientali e paesaggistici, è stato destinato a verde pubblico dal 1974. Il cancello d'ingresso è chiuso con una grossa catena e il cartello "attenzione pericolo di crolli" indica lo stato di abbandono in cui versa l'immobile. I vetri delle finestre sono rotti, le persiane in legno sono state distrutte e le pareti esterne sono coperte da erbacce e rovi.
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