II soprintendente riconfermato parla della prossima stagione e annuncia: "Ora il governo ci aiuta' Il neo-soprintendente "bis" del San Carlo sembra far sua la frase di Tullio De Mauro, che pochi giorni fa ha dichiarato a Repubblica: «Solo la cultura può salvare dal degrado e dall'avanzare della criminalità». Altri quattro anni davanti a sé ora che il consiglio di amministrazione l'ha confermato in carica dopo soli dieci minuti di riunione rafforzano l'idea nell'intellettuale palermitano di riportare il teatro all'eccellenza che gli è propria. E c'è spazio anche per l'entusiasmo che nei mesi scorsi tendeva a lasciare il posto ai dubbi: «Davvero un bel colpo, il nostro Flauto magico in scena il 4 ottobre, con la regia e le scene di William Kentridge. Poi verrà l'apertura della stagione, che, con il Falstaff diretto da Jeffrey Tate, non sarà da meno». Ha ben ragione. Kentridge è uno dei più grandi disegnatori del nostro secolo un Durer contemporaneo sperimentatore di tecniche che nel processo creativo confluiscono una nell'altra: parte dal disegno, non sa mai dove e con quale media trasmigrerà, antico e moderno al tempo stesso. Lentamente, ma in maniera chiara Gioacchino Lanza Tornasi registra un ' inversione di tendenza nel trend negativo che avrebbe mandato in miseria i teatri lirici italiani, e il Massimo napoletano con essi. Fresco di riconferma, il soprintendente ha voluto ufficializzare la prossima stagione con spettacoli e grandi eventi, alcune correzioni al programma e all'organico, ed ancora i sogni, le speranze. Affiancato dal sindaco Iervolino, presidente del consiglio di amministrazione, ha poi presentato le due nuove consigliere: Rosita Marchese (manager tv, ex dirigente Rai, cda Film Commissioni e Giuseppina Gambardella, moglie di Gianni Punzo (Cis di Nola, Interporto). «Il nuovo governo ha restituito una posizione centrale allo spettacolo; abbiamo avuto un reintegro nella semestrale, che ha ridato al Fus (Fondo unico per lo spettacolo) 50 milioni di euro, e si dice che l'anno prossimo il totale della cifra per tutto il comparto spettacolo d'Italia si riavvicinerà ai 520 milioni di euro del 2003: salirà a 467, mentre quest'anno ne sono arrivati a destinazione solo 330. È pur sempre una speranza. Poi ci sono le spese di esercizio: restando così, noi del San Carlo perdiamo 4 milioni e mezzo di euro, per tornare in pareggio ci vorrebbe un intervento straordinario». Il sindaco Rosa Russo Iervolino avrà una serie di incontri con gli imprenditori per sollecitare il loro sostegno al teatro della città. Una sinergia pubblico-privato che finora ha avuto difficile realizzazione, ma è anche vero che finora non c'è stato vis-à-vis tra amministrazione pubblica e imprenditoria. Può essere che quest'ultima intraveda una possibilità di fattiva collaborazione a vantaggio dei conti in rosso del San Carlo. Dai discorsi fatti ieri si è capito che è anche tempo di compattare l'equipe dirigenziale al fine di migliori risultati: i quadri ci sono («e difficilmente si sarebbe potuto fare di meglio», dice il soprintendente). Da consulente, Alessio Vlad, compositore, direttore d'orchestra che ha studiato con Celibidache ed è stato assistente di Bernstein, è diventato direttore artistico, mentre Anna Razzi dirigerà, per i buoni risultati ottenuti con la scuola di ballo, anche la compagnia di balletto. Il teatro, sulla scia di questa nuova aria di ottimismo, aprirà la nuova stagione il 2 dicembre con il Falstaff di Verdi cantato da Ambrogio Maestri e diretto da Jeffrey Tate. Due interventi hanno movimentato gli annunci del sindaco e del soprintedente. Ben accolto quello del segretario regionale della Cgil Osvaldo Barba («II teatro sia più vicino alla città e alle sue difficili periferie, come quando l'orche-stra ha suonato a Secondigliano»); polemico quello del presidente di Italia Nostra, Guido Donatone, che ha sparato a zero «contro l'idea di sventrare Napoli proposta dal ministro Mastella», che ha accusato di ipocrisia chi attribuisce le cause della recrudescenza della criminalità al "suo" indulto e non a mancati provvedimenti socio-urbanistici.