«Questa mostra è un premio, il più importante ricevuto nei sette anni di vita del nostro museo. È quello che ci dà maggiore visibilità: è un riconoscimento nazionale in una mostra internazionale». La voce di Cristiana Collu, direttore del Man, il museo d'arte contemporanea di Nuoro, tradisce un po' d'emozione nel commentare l'evento che a partire da domani vedrà protagonista a Roma l'istituzione da lei creata e diretta sin dalla nascita e l'apertura, nel 1999. Il Maxxi, museo nazionale delle arti del XXI secolo, il complesso sistema museale che, sulla scia dell'Auditorium di Roma, si propone di diventare una delle strutture più importanti a livello internazionale, dedicherà al Man una sezione della mostra Museums che apre domani. Maxxi che presenta il museo nuorese, come si legge nel comunicato del Darc (direzione generale architettura e arte contemporanee), dipartimento del ministero dei Beni culturali, come «esempio di eccellenza nel panorama italiano». La mostra sarà presentata domani alla stampa dal ministro Francesco Rutelli e aprirà al pubblico il giorno successivo. Divisa in tre sezioni tematiche, Museums propone anzitutto l'esposizione Musei nel XXI secolo: idee, progetti, edifici, che documenta il meglio della produzione mondiale a partire dal Duemila; poi Next generation - II futuro dei musei, sulle tendenze prossime venture. Infine, ultima ma non per importanza, Hyperlocal - II Man di Nuoro. Motivazione del premio, se così si può dire, perché tale è di fatto, «il museo in pochi anni di attività è riuscito a proporsi come luogo di ricerca e comunicazione dei fenomeni più innovativi della creatività, coniugando l'attenzione sempre costante alla contemporaneità con la valorizzazione delle espressioni più rappresentative della storia dell'arte». Che significato ha per lei e il suo museo questa mostra? «È un riconoscimento molto significativo, che voglio condividere con tutti quanti hanno lavorato per il museo e hanno voluto che potesse crescere. Comunque durante il nostro percorso abbiamo avuto altri crediti che evidentemente ci hanno aiutato ad arrivare sin qui». Li vogliamo ricordare? «Ce ne sono stati numerosi, come l'A.B.O., il premio per la miglior direzione di un museo nel 2004 assegnatoci dal critico Achille Bonito Oliva. Poi, nello stesso anno, siamo entrati nell'Amaci, l'associazione di musei contemporanei italiani e, subito dopo, chiamati a far parte del consiglio direttivo, accanto istituzioni prestigiose come il Castello di Rivoli o il Mart di Rovereto». Come si è arrivati alla vostra segnalazione? «La direttrice del Maxxi, Anna Mattirolo, ci conosceva attraverso le nostre pubblicazioni. Durante l'ultimo meeting annuale dell'Amaci, che si svolto a Nuoro nel maggio scorso, ha visto il museo, ne ha apprezzato l'impostazione e la programmazione, l'attenzione ai diversi linguaggi dell'arte contemporanea, ma anche il modello di gestione, il rapporto tra finanziamenti, costi e risorse. E soprattutto il fatto di noni dimenticare mai la nostra radice locale. C'è poi un altro aspetto della mostra che ci lusinga, ed è tutto nel nome Hyperlocal. Presenta un esempio italiano e lo propone come modello, anche per l'estero, ed è il segno che le periferie stanno prendendo forza rispetto ai centri tradizionali della cultura, soprattutto di quella contemporanea. Credo sia un riconoscimento non solo al museo, ma anche alle amministrazioni locali che sostengono questi progetti». Com'è che un museo si mette in mostra? Cosa vedranno i visitatori di «Museums»? «Il Man viene raccontato con un taglio decisamente contemporaneo, attraverso immagini e video, nei quali si vedrà un percorso delle mostre allestite in questi anni. Ma si vedrà anche il museo nella sua struttura, poi il progetto del suo ampliamento». Quaranta mostre in sette anni non sono poche... «Certo, forse è questo uno dei motivi che hanno portato alla scelta del Man per l'evento romano. Personalmente, non credo che in un territorio come il nostro si possa fare una mostra ogni tanto, bisogna essere costanti, l'istituzione deve far capire al pubblico che è lì per restarci e rispondere a delle domande. Alla fine ci siamo attestati su quattro mostre l'anno e una serie di attività collaterali, dai laboratori d'arte per bambini a concerti o incontri culturali. La collezione permanente è cresciuta, perché non dimentichiamo mai che rappresenta il nostro legame più forte con il territorio ed è anche ciò che ci rende più esclusivi, nel senso che abbiamo scelto di raccogliere solo l'arte sarda del Novecento». Va ricordato che quando il Man fu pensato, a metà degli anni Novanta, aveva unicamente questo obiettivo. Poi è arrivato dove sappiamo. «Un museo, a mio avviso, deve raccontare il proprio territorio, ma anche cosa succede nel mondo. E i trentacinquemila visitatori di quest'anno dimostrano che probabilmente abbiamo fatto le scelte giuste». È stato difficile lavorare a Nuoro in questi anni? «Estremamente difficile. Ma è stata un'avventura molto bella, che è stata possibile perché, lo dico anche se può apparire retorico, c'è qualcosa di speciale a Nuoro e nella Barbagia, nonostante molta letteratura dica il contrario». Riferendosi al Man, lei usa sempre «noi» come soggetto, anche se appare evidente che non è un presuntuoso plurale maiestatis, ma piuttosto un discorso di squadra. Eppure questo risultato si deve soprattutto a lei, Cristiana Collu. «Sia per me sia per il museo è una tappa importante alla quale siamo arrivati, ma lo considero più uno stimolo, e insieme un'ulteriore responsabilità. Se siamo in qualche modo indicati come modello non vogliamo deludere o disattendere aspettative. La tensione a far meglio è più forte di prima». Noto che svicola da domande personali. Un po' come il fatto, notorio nell'ambiente, che non ama farsi fotografare. «Oltre che per naturale ritrosia, accade perché fa parte della tutela della mia privacy, e perché penso di essere una del backstage, che deve stare dietro al museo e non davanti».
Il Man centro d'eccellenza. Riconoscimento internazionale al Man di Nuoro
Il museo d'arte contemporanea di Nuoro, il Man, ha ricevuto il premio più importante ricevuto nei sette anni di vita del museo. La mostra "Museums" sarà presentata al Maxxi a Roma e presenterà il museo come esempio di eccellenza nel panorama italiano. Il museo sarà presentato in tre sezioni tematiche: "Musei nel XXI secolo", "Next generation - II futuro dei musei" e "Hyperlocal - II Man di Nuoro". Il direttore del Man, Cristiana Collu, ha espresso emozione e gratitudine per il riconoscimento, che considera un riconoscimento non solo al museo, ma anche alle amministrazioni locali che sostengono i progetti.
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