ROMA - Che in Italia il patrimonio culturale stia ormai finendo nel dimenticatoio è assodato. I nostri monumenti vivono in contesti in usuali, fra spazzatura e quant'altro. Spesso subiscono deturpazioni, che fatte col pennarello diventano pure una manna dal cielo a confronto di quelle realizzate con martelli e cacciaviti. E' per questo, per rafforzare la capacità di attenzione degli italiani verso i loro monumenti, che a partire dal 23 settembre (e fino al 1 ottobre) si alterneranno, lungo lo Stivale, iniziative ed eventi a supporto della raccolta fondi per il restauro dei beni culturali con Paolina Borghese testimonial d'eccezione della campagna: una copia della celebre statua di Antonio Canova - simbolo di bellezza universalmente riconosciuto, assunta quale migliore interprete della citazione di Fedor Dostoevskij "La bellezza salverà il mondo" che accompagna l'iniziativa sin dalla sua nascita - verrà idealmente (e provocatoriamente) gettata in una discarica, e comparirà in una campagna pubblicitaria shock, "Non prendersi cura dell'arte è come buttarla via". Un'idea griffata Fondazione Cittàltalia, da sempre molto attenta ai problemi del settore. "Siamo impegnati, da tre anni a questa parte, nella realizzazione delle Giornate dell'Arte - ha spiegato il segretario generale della Fondazione Cittàltalia Ledo Prato - una grande campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi per il restauro dei beni culturali. Attraverso il coinvolgimento molte amministrazioni comunali, di molti gruppi organizzati (gli artigiani, le libere professioni, gli agenti di viaggio, le aziende pubbliche locali) e di alcune primarie imprese, intendiamo sensibilizzare i cittadini perché si prendano cura, ciascuno in prima persona e secondo le proprie possibilità, dei beni artistici che gli appartengono, nella convinzione che le risorse pubbliche, da sole, non consentano la piena salvaguardia dei beni culturali e che occorre ricercare forme di più intensa e fattiva collaborazione tra pubblico e privato. Una battaglia per difendere la bellezza e costruire un futuro migliore per il nostro Paese". Insomma, c'è un invito da saper cogliere, e neanche poi tanto fra le righe: i cittadini, i corpi intermedi della società e il mondo dell'associazionismo devono prendere consapevolezza che ormai ci si trova di fronte a due strade: la prima, lasciare che i beni culturali rimangano "cosa loro"; la seconda, proseguire nell'impegno perché maturi nella società civile la consapevolezza che la cura del patrimonio artistico è compito tanto delle istituzioni quanto dei cittadini. Ovvio, la seconda strada è quella ideale. Ma serve la sensibilizzazione di ognuno di noi per raggiungere l'obiettivo. La campagna, studiata a tavolino dalla "Renzi e Partners", è una vera e propria provocazione fatta sulla scorta del successo di critica che ha riscosso l'immagine del Davide di Michelangelo mutilato ad una gamba ("Senza il tuo aiuto in Italia potrebbe mancare qualcosa") nel 2005. Un successo che ha investito anche l'estero, soprattutto i Paesi anglosassoni, determinando la nascita di Save Art in Italy Foundation con sede a New York, la gemella americana della Fondazione Cittàltalia che nel periodo 20062007 promuoverà negli Stati Uniti una analoga campagna di sensibilizzazione per finanziare il restauro di beni italiani: a Firenze la Fontana del Biancone; a Roma Caste! Sant'Angelo, le Terme di Diocleziano, il soffitto della Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli e Palazzo Corsini; a Napoli il Monastero di San Martino Noviziato e il ritratto di Paolo III e suo nipote di Tiziano.