Il presidente Albonetti: ecco tutti i nodi da sciogliere. Un messaggio chiaro dal summit di Pescara L'industria turistica mondiale sembra essersi ripresa dallo shock di cinque anni fa e lo dimostra la crescita del 5,5, pari a 800 milioni, di arrivi nel 2005. Una ripresa c'è stata anche per il turismo italiano e l'inversione di tendenza ha riguardato maggiormente le città d'arte; il nostro, però, è il paese dei turismi e i risultati non sono per tutti confortanti, né omogenei per area geografica, sia per le mete (marine, lacuali, montane, termali), sia per le strutture ricettive che, per la classificazione medio-bassa, registrano segnali di sofferenza. La passata legislatura si è barcamenata purtroppo tra roboanti annunci e ampie quanto disattese promesse, a partire da una mancanza di strategie nazionali e politiche per il turismo, per arrivare al taglio dei finanziamenti della legge 1352001. Si è emendato in corner, avviando l'istituzione del Comitato nazionale per il turismo, dell'Osservatorio nazionale, del Comitato tecnico per il varo della riforma dell'Enit. Il quadro generale è però rimasto inalterato, perché non ci sono stati interventi per un regime fiscale agevolato, non c'è stato un coordinamento con le politiche regionali per la promozione della «marca Italia», le grandi questioni infrastrutturali attendono realizzazioni concrete, non è stata avviata una modernizzazione dei servizi. A fine mese si terrà a Pescara la terza Conferenza nazionale del turismo, organizzata dal coordinamento degli assessori al turismo delle regioni. Questo appuntamento biennale, previsto dalla legge di riforma, è il più significativo momento per presentare proposte, per dire che cosa si potrà fare per il comparto e per elaborare le linee programmatiche per il turismo prossimo venturo. Se vogliamo che la Conferenza di Pescara sia utile per l'Italia e la sua economia, tutti si dovranno impegnare affinchè non venga stilato un ulteriore libro dei sogni, ma un documento contenente le linee programmatiche (pochi punti specifici) che vincoleranno tutti gli attori del turismo alla loro realizzazione nel breve-medio periodo. Come Assoturismo abbiamo avuto modo di esporre, nelle varie sedi istituzionali, le priorità per lo sviluppo italiano. Tra gli interventi urgenti va accelerato in primo luogo il processo di trasformazione dell'Enit in agenzia con il coinvolgimento dei rappresentanti delle regioni e delle associazioni di categoria nel consiglio di amministrazione. Di conserva, va rafforzata la dotazione finanziaria dell'agenzia per sostenere iniziative, pubbliche e private, sul terreno della promozione e della commercializzazione. È indispensabile poi elevare lo standard di qualità nell'attività ricettiva italiana, con investimenti adeguati nella formazione per un'istruzione specialistica degli imprenditori e dei lavoratori. Internet deve diventare un importante strumento di promo-commercializzazione per ampliare le possibilità dell'offerta italiana, eliminando il gap del passato, costituito dagli insufficienti investimenti pubblicitari della struttura ricettiva italiana. Occorre aumentare la dotazione finanziaria del fondo previsto dalla legge quadro sul turismo, finalizzandolo allo sviluppo dei sistemi turistici locali e all'attivazione del buono vacanza, previsto dalla stessa legge. È importante un credito di imposta per le imprese che realizzano cataloghi e altri strumenti per la promozione e commercializzazione dell'offerta Italia e per chi riqualifica gli investimenti in funzione dell'allungamento della stagione turistica. Un tema decisamente ostico è il fisco, in relazione a due questioni decisive: equità e misura della tassazione. Non si possono, da un lato, chiedere sacrifici alle imprese e, dall'altro, permettere l'evasione totale. Non pagare le tasse danneggia tutti, stato, cittadini e imprese. Nessuno e da nessun pulpito può affermare che l'economia sommersa può essere considerata una risorsa, perché verrebbe meno il principio di uguaglianza e di rispetto delle regole che devono valere per tutti. Non si possono chiedere sacrifici e aumenti di aliquote e contemporaneamente tollerare sacche di evasione totale. Su questo è indispensabile e urgente fare chiarezza con interventi appropriati. Tra le misure urgenti in materia fiscale rientrano la riduzione dell'Iva al 5, allineando l'Italia ai nostri tradizionali concorrenti, Spagna e Grecia; la soppressione del pagamento dell'aliquota Ici per gli stabilimenti balneari con il riconoscimento di una aliquota privilegiata per immobili utilizzati da imprese turistiche ricettive; la revisione dei criteri di determinazione delle tariffe di igiene ambientale; la defiscalizzazione dell'energia elettrica attraverso una parificazione delle tariffe a quelle dell'industria; infine la soppressione dell'aumento del 300 dei canoni demaniali marittimi con la ricerca di una soluzione alternativa condivisa. presidente Assoturismo
Conferenza, no al libro dei sogni
Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ha dichiarato che il governo non ha intenzione di aumentare le tasse per il turismo. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ha dichiarato che il governo non ha intenzione di aumentare le tasse per il turismo. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ha dichiarato che il governo non ha intenzione di aumentare le tasse per il turismo. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ha dichiarato che il governo non ha intenzione di aumentare le tasse per il turismo. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ha dichiarato che il governo non ha intenzione di aumentare le tasse per il turismo.
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