Sos Ara Pacis. Il cantiere va chiuso, prima che sia troppo tardi. Cresce la rabbia delle associazioni, del mondo accademico, degli amministratori e dei cittadini per lo scempio che si sta consumando a piazza Augusto Imperatore dopo la demolizione della teca di Morpurgo costruita negli anni Trenta per spalancare le porte al progetto dell'americano Richard Meier, che stravolge gli equilibri urbanistici e architettonici della zona a ridosso del Tevere. «Fermiamo i lavori del secondo lotto del progetto dell'Ara Pacis, che prevede parcheggi, servizi commerciali, nuove strutture e giochi d'acqua, che mettono a serio rischio non solo l'identità storica di Roma ma danneggiano le rilevanze archeologiche della piazza, come il Porto di Ripetta». Il grido di dolore, questa volta, sale da Italia Nostra, l'associazione ambientalista che ieri ha convocato una conferenza stampa per bocciare tutta l'operazione, sulla quale si è arenata un'improbabile commissione insediata dal sindaco Walter Veltroni per rimarginare la ferita aperta da Francesco Rutelli. Ma la pezza è peggiore del buco. Dopo anni di stop and go e la denuncia della destra capitolina, che fin dal 97 dette vita nell'aula Giulio Cesare a una vera e propria crociata contro 11 progetto, adesso il pasticciaccio brutto rischia di arrivare al capolinea Da Renato Nicolini, ex assessore alla Cultura del Comune di Roma e padre dell'effimero" a Fabio Rampolli e Marco Marsilio, consiglieri di An, dai comitati di quartiere del Centro storico agli architetti del Gau, il Gruppo di Azione urbana guidato da Cristiano Rosponi in molti hanno puntato l'indice contro le scelte urbanistiche del Campidoglio. Dopo Gemma Umani Ronchi di Italia Nostra, è Giorgio Muratore, da sempre molto critico verso la smania esterofila del Campidoglio, a chiedere la fine di un incubo. «Chiediamo un blocco del cantiere e la modifica del progetto, quello dell'Ara Pacis è un cantiere impazzito, che sta andando avanti senza nessun controllo». E giù strali velenosi contro i Sovraintendenti, troppo distratti o troppo supini ai voleri dell'amministrazione capitolina («Non accettiamo che un Sovraintendente ai Beni culturali come Adriano La Regina, ci risponda che ha cose più importanti a cui pensare...»). «La faccenda è stata impostata male sin dall'inizio - gli fa eco Nicolini - non si può pensare di risolvere i problemi a colpi di grandi firme, il progetto di Meier di piazza Augusto Imperatore è uno dei peggiori che l'architetto potesse escogitare». L'ex assessore capitolino attacca frontalmente le scelte dell'amministrazione comunale in materia di urbanistica («si vorrebbe risolvere il problema dell'Eur con la Nuvola di Massimiliano Fuksas, mentre Roma non ha bisogno di questi professionisti dell'architettura che si palleggiano i concorsi». Putroppo sottolinea Rampelli invitando a passare dalla denuncia verbale all'azione - la situazione è gravemente compromessa. «Siamo oramai all'esecuzione del progetto, l'appalto è stato già conferito e Meier vanta i suoi diritti. E un enorme disastro, l'unica strada possibile a questo punto è la mediazione, il dialogo per salvare il salvabile». Di fronte alla stampa, che «finalmente si accorge del caso», l'esponente di An lancia un appello bipartisan al sindaco Walter Veltroni, che da ministro ha dato il via libera all'intervento insieme all'allora sindaco Rutelli e al governatore del Lazio Piero Badaloni, e all'attuale ministro dei Beni culturali. Giuliano Urbani, per riavviare da capo il processo dell'Ara Pacis. «Se in questi anni, intellettuali e opinionisti, professionisti e associazioni culturali si sono opposti alla scelta di Meier, è necessario istituire un tavolo con tutte le autorità competenti per ricominciare da un concorso pubblico condiviso per azzerare il progetto di Meier che compromette la possibilità di ridisegnare tutta Piazza Augusto Imperatore. La capitale non si può tollerare una simile bruttura solo perché è faticoso trovare ora una soluzione alternativa possibile».
Ara Pacis, il progetto va azzerato
Il cantiere dell'Ara Pacis a Roma è stato fermato per il momento, a seguito di una forte opposizione da parte di associazioni, amministratori e cittadini. Il progetto di Richard Meier, che prevede parcheggi, servizi commerciali e nuove strutture, è stato criticato per compromettere l'identità storica della piazza e le rilevanze archeologiche. L'opposizione è stata lanciata da Italia Nostra, che ha convocato una conferenza stampa per bocciare tutta l'operazione. Il sindaco Walter Veltroni è stato invitato a intervenire per salvare il salvabile.
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