Dobbiamo proprio essere grati agli istituti di cultura europei che a Roma più che una sede, spesso storica, hanno una casa. Una presenza costante, fatta di amore per le culture di provenienza, come è naturale, ma anche e soprattutto della passione di poterle comunicare, studiare, confrontare. Dal prossimo 23 ottobre queste istituzioni avranno uno strumento in più: la biblioteca europea, ospitata negli spazi del Goethe Institut di via Savoia, pronta ad offrire diecimila testi delle più diverse provenienze. Sulle «biblioteche europee» c'è un po' di confusione. Un po' per l'utopia connessa ad un insieme di popoli che conta 25 nazioni, molte più lingue, infinite e diverse tradizioni. Un po' perché l'avvento delle nuove tecnologie ha reso possibile collegare gli archivi digitali di varie istituzioni e accompagnare la nascita di alcune «biblioteche» virtuali. Ma siamo nel campo della bibliografia. Quello che accadrà in via Savoia, sarà molto di più: un luogo comune dove valorizzare le singole esperienze, attraverso gli incontri, i contatti, i colloqui. È la possibilità di incontrare le persone a fare, come al solito, la differenza. Come si è arrivati a questo risultato, progettato dalla capacità visionaria delle Biblioteche comunali romane e così fortemente sostenuto dall'assessorato alla cultura del Campidoglio? Intanto con un atto di altissima comprensione: gli istituti di cultura hanno capito che cedendo una piccola quota di sovranità acquistavano uno spazio culturale e una capacità di risonanza, molto più forti rispetto alle singole forze. Pensiamo all'esempio rappresentato dal Goethe Institut, alla tradizione prestigiosa che può vantare nella nostra comunità e alla felice determinazione con cui ha messo a disposizione la sede e la propria preziosa collezione di testi e documenti. È facile prevedere che l'indirizzo di questa Biblioteca europea entrerà nella vita culturale romana come una grande opportunità di conoscenza. Pensiamo solo alle traduzioni: all'istituto polacco di Roma, quando sono in vena di farsi quattro risate, tirano giù dagli scaffali alcune versioni italiane dei poeti polacchi pubblicate negli anni Trenta. Al Cervantes non si stancano di ripetere che quello che noi sbrigativamente chiamiamo «spagnolo» nasconde almeno quattro lingue diverse. Per costruire una consapevolezza europea, in fondo, bisogna cominciare col capire quel che si dice.
La biblioteca europea. Un modo per capirsi
La biblioteca europea sarà aperta al pubblico il 23 ottobre e sarà ospitata negli spazi del Goethe Institut di via Savoia. La biblioteca sarà in grado di offrire diecimila testi delle diverse provenienze europee. Le biblioteche europee sono state create per valorizzare le singole esperienze culturali attraverso gli incontri e i contatti tra le persone. L'idea è stata progettata dalle biblioteche comunali romane e sostenuta dall'assessorato alla cultura del Campidoglio. Gli istituti di cultura hanno capito che cedendo una piccola quota di sovranità acquistavano uno spazio culturale e una capacità di risonanza più forti. La biblioteca europea sarà una grande opportunità di conoscenza per la comunità romana.
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