La diga di Monte Nieddu ? Un inutile sperpero di denaro pubblico dannoso per l'ambiente e inutile per garantire efficacemente le scorte d'acqua alla costa sud occidentale della Sardegna. Le associazioni ecologiste tornano alla carica contro il progetto del mega invaso di Sarroch. Così, dopo le lunghe battaglie per fermare il programma idrico ritenuto assolutamente inutile, Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico chiedono ora la rescissione del contratto per la realizzazione e la predisposizione di un serio progetto di rinaturalizzazione delle vallate interessate all'invaso. Ieri la firma dell'istanza inviata al presidente della Regione Renato Soru, agli assessori competenti, ai vertici del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e al direttore per i beni culturali e paesaggistici dell'isola. Il documento è stato anche trasmesso ai ministri dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dei Beni e attività culturali Francesco Rutelli. "Lo scorso 12 settembre il Consorzio di bonifica e l'Associazione temporanea di imprese Dragados e Fincosit hanno sottoscritto un accordo per la devoluzione ad un collegio arbitrale dei contenziosi esistenti in ordine alla realizzazione dell'invaso di Monti Nieddu. Detti lavori, consegnati il 21 gennaio 1998, sono sospesi dal febbraio 2002 e risultano attuati per meno del 20 per cento. Il risarcimento richiesto dal consorzio di costruttori sarebbe stimabile in circa 60 milioni di euro. Il collegio arbitrale dovrebbe pronunciarsi entro 180 giorni. Oggi, nel silenzio di tanti 'padri' di questa vergogna istituzionale, di questo scempio ambientale ed economico, ci sembra esistere un'unica soluzione razionale: la rescissione con indennizzo per la realizzazione dell'opera su adeguati indirizzi da parte della Regione autonoma della Sardegna in materia di politica di gestione della risorsa idrica ed un serio progetto di rinaturalizzazione delle vallate di Monte Nieddu e Is Canargius curato dalle strutture tecnico-amministrative regionali". In sintesi, l'invaso da 35 milioni di metri cubi d'acqua (ma solo 25 potranno essere usati) costerebbe una cifra spropositata per una quantità di risorsa piuttosto modesta. Conti alla mano, lo sbarramento era stato quantificato in 123 miliardi e ora ci sono anche i 60 richiesti per far cessare il conflitto. Ma ne servirebbero tanti altri, adesso, per le condotte. Neppure progettate e tantomeno finanziate.