"L'isola dell'Asinara, con il suo territorio, rappresenta un unicum nel bacino del Mediterraneo (...) Sardegna e Corsica, anche se presentano condizioni simili, le comprendono ma in ristrette aree territoriali e in condizioni di alto impatto antropico." Così termina la scheda UNESCO della 'tentative list', le nuove candidature del patrimonio mondiale dell'umanità, dedicata all'Asinara. L'isola controversa, nel sistema UNESCO, risponde ai requisiti VII (fenomeni naturali superlativi o aree di bellezza naturale eccezionale e di importanza estetica), VIII (esempi eccezionali degli stadi principali della storia della terra, compresa la presenza di vita, processi geologici significativi in atto per lo sviluppo della forma del territorio o caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative) e IX (esempio eccezionale di processi ecologici e biologici in essere nello sviluppo e nell'evoluzione degli ecosistemi terrestri, delle acque dolci, costali e marini e delle comunità di piante ed animali). E' bene che la discussione sul Parco dell'Asinara parta da da questa base. L'altissimo pregio della risorsa oltre che la sua natura di bene pubblico - fa apparire errata la valorizzazione turistica, per quanto di alto livello, incentrata sull'utilizzo vacanziero balneare (rischio segnalato nella stessa scheda UNESCO). La chiara appartenenza dell'Asinara all'universo di beni comuni da proteggere e la delicatezza dei contesti richiedono un ragionamento conseguente e la rinuncia all'ipotesi turistico-alberghiera, più o meno mascherata. Il dibattito, sviluppatosi anche in sede sindacale, non può essere chiuso quanto aprirsi ad un rinnovato confronto che parta dalla difesa integrale di tale patrimonio come interesse generale, e alla possibilità che le prospettive di lavoro non siano necessariamente relative all'ipotesi alberghiera e alla filiera ad essa collegata, ma piuttosto a quanto ruota attorno allo sviluppo sostenibile e al valore della conoscenza. La conseguenza di tale riconoscimento mi porta a pensare ad un CENTRO INTERNAZIONALE DI RICERCA E TUTELA, fondato su Università e CNR, affiancato da una costante presenza internazionale di scolari e studenti provenienti dalle scuole di tutto il mondo, ospitati nelle non poche strutture presenti, ai quali insegnare in modo permanente la difesa di un sito come l'Asinara fin dalla prima scolarizzazione. Si tratta in fin dei conti di quelle 'generazioni future' alle quali consegnarla. Ecco una buona destinazione d'uso per quel recupero edilizio apparentemente senza adeguati fondi pubblici (di qui il pensiero 'ineluttabile' ai privati). Ma un adeguato livello internazionale potrebbe generare strategie e disponibilità di scala diversa. Nei fatti sarebbe una forma di museo aperto, dinamico, frequentatissimo, da cui si genererebbero con scientificità saperi e sen sibilità, e anche i parametri di impatto antropico legati a sosta, percorrenza ed alla stessa balneazione, sino a formalizzare costantemente e in maniera affidabile i numeri di visite, frequenze e presenze consentiti senza danno all'ecosistema. Sarebbe probabilmente il miglior museo possibile, e credo unico al mondo, sanando in Sardegna una lacuna dell'attuale sistema museale. La speciale dimensione pedagogica porterebbe nel mondo l'esperienza di una Sardegna che propone a tutti la sua eccezionalità assieme la alla capacità di proteggerla e svilupparla entro l'esperienza della formazione scolastica permanente. L'idea, che non mancherebbe di importanti potenzialità economiche, non solo non aprirebbe alcun conflitto con le richieste dell'UNESCO (che può togliere il riconoscimento in presenza di contesti alterati rispetto alle caratteristiche elettive), ma potenzierebbe la candidatura stessa, costruendo una realtà davvero inedita nell'unica isola mediterranea, in tali dimensioni, non antropizzata. Rinunceremo a qualche bagno e a qualche cubatura a favore di una realtà che si inserirebbe in un'offerta complessiva dell'isola assai diversificata, nobilitandone l'immagine come valore aggiunto utile anche al resto del comparto turistico. Sono proprio d'accordo con chi ha scritto che non può esistere un parco contro l'uomo: lo stesso concetto di parco è in tutta evidenza un fatto culturale. Come ogni tipo di paesaggio, anche quello che ha realizzato e permesso la linea di cemento sino a Capo Falcone. E' da quest'uomo che l'Asinara andrebbe difesa, grazie a piccoli uomini e donne formati dalla scuola.
L'Isola dell'Asinara
L'isola dell'Asinara, nel sistema UNESCO, è stata candidata come patrimonio mondiale dell'umanità. La scheda UNESCO descrive l'isola come un unicum nel bacino del Mediterraneo, con un territorio eccezionale e di alto impatto antropico. L'isola è stata valutata per i suoi fenomeni naturali, la sua storia e la sua importanza ecologica. La discussione sul Parco dell'Asinara parte da questa base e si concentra sulla valorizzazione turistica, che potrebbe essere dannosa per l'ecosistema. Si propone un centro internazionale di ricerca e tutela, fondato su Università e CNR, per difendere l'Asinara e promuovere lo sviluppo sostenibile.
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