Lanterne romane modello «Trastevere», colonnotti per la salvaguardia delle fasce pedonali, panchine in pietra di travertino e fontanelle in ghisa. È questo il nuovo volto del Portico d'Ottavia, il ghetto ebraico che racchiude in sé la storia romana più antica e che da circa un mese è oggetto «del primo grande intervento che si sia mai compiuto dal dopoguerra - spiega l'assessore all'Urbanistica, Roberto Morassut - con indispensabili lavori di fognature e di gallerie di servizi, ancora completamente assenti nell'antico quartiere, basti pensare che ancora oggi i residenti del ghetto devono ricorrere all'autospurgo». Non solo «design», quindi per i lavori del Portico d'Ottavia, che termineranno, per questo primo grande intervento nei primi mesi del prossimo anno per un costo complessivo di circa un milione di euro. I lavori di riqualificazione in corso, infatti, prevedono anche un significativo «recupero» della memoria storica. «All'incrocio tra via del Portico d'Ottavia, piazza delle Cinque Scole e via di S.Maria del Pianto - afferma il direttore dell'Ufficio Città storica, Gennaro Farina - verrà posto un segno a terra, per la memoria dell'originaria posizione della fontana che attualmente si trova in piazza delle Cinque Scole e che la sovrintendenza ha definito ormai storicizzata e dunque non ha ritenuto opportuno il suo spostamento nel luogo dove la preziosa fontana si trovava originariamente». Il progetto valorizza poi i percorsi pedonali e le aree escluse dal traffico veicolare. L'intervento investe la pedonalizzazione già esistente e riqualifica le vie adiacenti Piazza delle Cinque Scole, che sarà oggetto di una seconda tranche di lavori, e via del Portico d'Ottavia. Nel particolare si agirà sui nuovi flussi di circolazione, sulla disponibilità delle aree per il parcheggio, sugli spazi per il carico e scarico delle merci, sugli interventi per garantire la sicurezza della zona e gli accorgimenti tecnologici per l'efficienza dei sottoservizi. Il percorso individuato è quello che conduce da Via Arenula alla zona archeologica, attraverso il Portico d'Ottavia fino alla zona museale della Sinagoga; le vie adiacenti a questa direttrice storico-culturale verranno interessate da un riassetto generale del traffico. Verranno così riposizionati i materiali tipici del centro storico. Oltre a migliorare le numerose aree adibite al carico e allo scarico delle merci, per la sicurezza dell'intera area, verranno allargati i marciapiedi, munendo il ciglio, dove necessario, con una barriera di colonnotti in pietra e barriere in metallo. «È poi allo studio - afferma Morassut - un allargamento della pedonalizzazione dell'area e l'opportunità di estendere la Ztl anche a piazza delle Cinque Scole, che potrebbe avvenire già nel prossimo anno. La chiusura e la pedonalizzazione è stata oggetto di confronto con la comunità ebraica che si è mostrata particolarmente disponibile nella definizione del progetto di riqualificazione del quartiere». Verranno posti, comunque, dei colonnotti in ghisa a scomparsa per limitare l'accesso veicolare all'interno dei piccoli vicoli del ghetto «in questo modo - commenta ancora Morassut - non solo si limiterà ulteriormente il traffico, ma verrà garantita anche una maggiore sicurezza». Soddisfatto per l'inizio lavori anche il presidente della Comunità ebraica di Roma, Leone Paserman «da tempo attendavamo questi interventi che porteranno ad un unico percorso pedonale che andrà fino al Teatro Marcello. Mi auguro solo che i tempi dei lavori vengano rispettati, mentre per un'eventuale estensione della Ztl, credo che dovremmo ancora discuterne per trovare la soluzione più adatta a soddisfare le esigenze di residenti e commercianti».
Ritorno alla storia per il Portico d'Ottavia
L'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut ha spiegato che il Portico d'Ottavia, il ghetto ebraico di Roma, sta subendo un grande intervento di riqualificazione con lavori di fognature e gallerie di servizi, che termineranno nel prossimo anno a un costo di circa un milione di euro. Il progetto prevede anche il recupero della memoria storica, con la posizione di un segno a terra per la fontana originaria in piazza delle Cinque Scole. I lavori investiranno la pedonalizzazione e le aree escluse dal traffico veicolare, con la riposizionamento dei materiali tipici del centro storico e l'allargamento dei marciapiedi.
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