UN PATRIMONIO DA TUTELARE - PISA - QUANDO gli uomini costruiivano le cattedrali, si ponevano anche il problema di conservarle, di arricchirle e di farle funzionare. Nacquero così le fabbricerie, enti o associazioni di persone molto diverse: insigni architetti, pittori e scultori, ma anche umili scalpellini, che avevano come primo obiettivo quello di assicurare la vita dell'edificio sacro. Per la maggior parte, questi uomini, erano laici che non si occupavano dell'attività di culto. Ma con le loro opere hanno costruito straordinari monumenti di arte e di spiritualità, contribuendo ad edificare la nostra stessa civiltà. LE FABBRICERIE compaiono per la prima volta nel diritto italiano negli atti papali della seconda metà del quinto secolo. Non per questo oggi esse si sentono dei ruderi giuridici, anzi ostentano con orgoglio la loro antichità, quasi fosse un marchio di garanzia. E ieri a Pisa, nel Palazzo dell'Opera della Primaziale Pisana, hanno celebrato la seconda assemblea annuale dell'Afi, l'Associazione delle Fabbricerie d'Italia, che per l'appunto coordina alcune tra le più importanti realtà monumentali e museali italiane: dalla Procuratoria di San Marco a Venezia all'Opera del Duomo di Milano, dall'Opera di Santa Maria del Fiore e l'Opera di Santa Croce a Firenze alle analoghe istituzioni di Siena, Parma, Todi, Volterra, Pavia, Orvieto, Prato, Pienza, Chiusi, Pistoia, Arezzo. E, naturalmente, Pisa, che ha organizzato i lavori sotto la guida di Pierfrancesco Pacini, che è anche presidente nazionale dell'associazione. La voce dell'Europa è stata portata da Julien Maquet, presidente dell'Associazione dei tesori delle cattedrali europee e conservatore del Tesoro della cattedrale di Liegi. MENTRE i responsabili di tutte queste fabbricerie discutevano, fuori della Primaziale Pisana si poteva avere la percezione precisa dei problemi all'ordine del giorno. La consueta folla di visitatori che anche ieri si aggiravano tra la Torre, la Cattedrale e il Battistero era lì a testimoniare non solo un grande entusiasmo, ma anche l'emergenza dei gravi problemi che il turismo di massa impone a quanti oggi amministrano i beni culturali. E una sfida nuova, perché non è mai capitato in passato che la Basilica di San Marco o la cattedrale di Santa Maria del Fiore subissero un impatto 'umano' di tali proporzioni. E una fortuna che a 'monitorare' la situazione ci siano degli organismi come le fabbricerie, che hanno una capacità di diritto privato e quindi possono affrontare i problemi con maggiore speditezza, evitando le molte lungaggini proprie degli enti di diritto pubblico. L'unione è tuttavia una strategia ormai irrinun-ciabile. Se per le grandi 'Opere' il turismo è anche una fonte notevole di entrate economiche, per le piccole la tutela dei luoghi sacri può avere oggi un peso proibitivo. Di qui uno degli obiettivi dell'Afi: sostenere gli enti più piccoli non solo a far fronte alle crescenti necessità economiche ma anche ad avere una maggiore riconoscibilità istituzionale nei loro ambiti territoriali. TRA I PROBLEMI più assillanti c'è quello di poter ricorrere a una manodopera specializzata: è sempre più difficile trovare artisti, artigiani, restauratori in grado di mettere le mani anche su un semplice mattone dei nostri più insigni monumenti. Per questo, come ha annunciato il presidente Pacini. l'Afi sta predisponendo delle convenzioni con il Centro nazionale del restauro e con l'Opificio delle pietre dure per la formazione di maestranze competenti da mettere a disposizione delle varie fabbricerie. Altre convenzioni saranno sottoscritte con la Conferenza episcopale italiana, con il Ministero dell'Interno, con il Ministero dei Beni culturali. Ed è ormai prossima al traguardo la trattativa sindacale per unificare in un solo tipo di contratto gli undici diversi contratti di lavoro attualmente in vigore in tutta Italia. LA SANTA ALLEANZA delle fabbricerie punta dunque ad affrontare alcuni aspetti gravosi della modernità, sviluppando una strategia comune sul piano contabile e fiscale e anche cercando nuove fonti di finanziamento. Un economista della Bocconi di Milano, il professor Stefano Baia Curioni, ha illustrato le possibili attività di fundraising per coinvolgere capitali stranieri in progetti di restauro e di attività culturali. Se c'è del resto una costante, nella storia delle cattedrali, è proprio la necessità di dover contare su solidi flussi di finanziamento. Di questa necessità rimane traccia, a distanza di secoli, anche nel nostro linguaggio di oggi. NEL 1387 Gian Galeazzo Visconti concesse alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano l'uso di alcune cave in vai d'Ossola. Il marmo estratto veniva trasportato in città per via fluviale. I blocchi destinati al cantiere del Duomo erano esentati da pedaggi e dazi doganali; e per distinguerli recavano incise le lettere A.U.F. La formula, che stava a significare «ad usum fabricae», ha originato l'espressione popolare milanese «a uf» a ufo, cioè gratuitamente ormai entrata nell'italiano corrente. LE STORIE legate alle nostre cattedrali sono pressoché infinite, ma pochi le conoscono., soprattutto al di fuori delle varie città. La maggior parte dei turisti che anche ieri a Pisa fotografavano la Torre, ignoravano, ad esempio, una curiosità incisa sulla parete settentrionale del Duomo, dove un pilastro presenta una serie di piccoli incavi che sono detti «le ditate del diavolo»: a contarli e a ricontarli, non danno mai lo stesso risultato. Tra i busti delle edicole a coronamento del Battistero, invece, due profeti presentano una curiosa rassomiglianza con Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Evidentemente i marmisti incaricati nell'Ottocento di restaurare quei busti, vollero lasciarvi l'impronta dei loro ideali risorgimentali. Piccoli particolari come questi rischiano di essere del tutto ignorati dalle orde ignare del turismo di massa. Ed e un peccato, perché la storia delle cattedrali è anche la storia degli uomini che le hanno costruite.
Gli angeli custodi delle cattedrali. Nuove sfide per le antiche fabbricerìe
A Pisa, l'Associazione delle Fabbricerie d'Italia (Afi) ha celebrato la seconda assemblea annuale. L'associazione coordina realtà monumentali e museali italiane, come la Procuratoria di San Marco a Venezia, l'Opera del Duomo di Milano e l'Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze. La voce dell'Europa è stata rappresentata da Julien Maquet, presidente dell'Associazione dei tesori delle cattedrali europee. I responsabili delle fabbricerie discutono di problemi come il turismo di massa, che impone gravi sfide per la conservazione dei beni culturali. L'Afi sta lavorando per sostenere gli enti più piccoli e per formare maestranze competenti per il restauro.
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