Emergenza alla biblioteca, si rischia di non riuscire a pagare le bollette della luce è risorta dalle acque dell'alluvione, ma adesso rischia di soccombere alla siccità. La Biblioteca Nazionale di Firenze è allo stremo: i soldi arrivano col contagocce, manca il personale, le attività istituzionali languono e i servizi al pubblico sono garantiti a scartamento ridotto e a costo di continue acrobazie. Dal 2003 i finanziamenti ordinati del ministero per i beni e le attività culturali sono diminuiti con implacabile regolarità tra il 15 e il 25 all'anno e il prossimo stanziamento, ancora da definire, non lascia sperare in un'inversione di tendenza.Og-gi la Biblioteca riceve 2 milioni di euro, contro i 140 milioni della Nationale di Parigi e i 120 milioni della British Library di Londra. La direttrice Antonia Ida Fontana, per carattere aliena da enfasi catastrofiste, non nasconde l'emergenza: «Non sappiamo come arrivare alla finedell'anno. Rischiarne di non riuscire a pagare neanche le bollette della luce». In una situazione del genere, qualsiasi incidente di percorso assume il colore funesto dei presagio e del simbolo. Il 27 agosto sono alcuni pezzi del cornicione dell'entrata principale in piazza Cavalleggeri. Il 29 sono arrivati i topi: grossi ratti bene in carne hanno lasciato tracce di sé negli uffici della palazzina e nel seminterrato, dove si trovano le macchinette del caffè e i bagni per il pubblico. Per qualche giorno è circolata la battuta sui topi di biblioteca, un po' per celia un po' per non morir, poi sono partiti ì lavori di ripristino della facciata e una derattizzazione radicale. Lo scandalo della Nazionale Niente soldi né personale biblioteca alla paralisi IL CORNICIONE è tornato a posto, i topi sono spariti, e i problemi sono rimasti. «Il più grave -spiega Antonia Ida Fontana - è la mancanza di finanziamenti. Non mi riferisco soltanto a quelli ordinali, che servono a tenere aperta la biblioteca, ma a quelli straordinari, necessari per farla funzionare. E' da questi che dipende la vita della Nazionale: e sono bloccati da tre anni». E' facile dire che la Biblioteca Nazionale è un tempio della cultura. E' facile perché è vero, ma troppo spesso serve a dimenticare che è anche un luogo dove la cultura si produce, si alimenta e si diffonde. Il tempio, tra le altre cose, è anche centro di eccellenza per il restauro del libro e un luogo all'avanguardia peri servizi informatici: il suo catalogo in linea è esemplare per chiarezza e funzionalità e la Bibliografia Nazionale Italiana, che viene realizzata qui, e stata il primo servizio bibliografico automatizzato in Italia: Ma ora la Nazionale è come una fabbrica che abbia gli spiccioli per aprire i cancelli e nemmeno un centesimo per avviare le macchine: «Sono otto anni che chiedo soldi per far sparire le macchinette del caffè nel sottosuolo -creare un bar niente. Custodiamo 6 milioni di volumi e ogni anno abbiamo bisogno di due chilometri di scaffalature per i nuovi arrivi. Quattro anni fa sono partiti i lavori di consolidamento dell'ala nuova, che garantirebbe alla biblioteca spazio sufficiente per i prossimi vent'anni: ora sono fermi. Quanto alla ex caserma di via Tripoli, che dovrebbe accogliere i quotidiani e i periodici trasferiti a Forte Belvedere, non c'è nemmeno un progetto di ristrutturazione». Sul fronte del personale le cose non vanno meglio. «Dovremmo essere 500,siamo225-proseguelà direttrice - e da venticinque anni non si fanno nuove assunzioni. II personale non solo è poco, è anche vecchio: nel giro di pochi anni molti dipendenti andranno in pensione senza aver potuto trasmettere a nessuno le-proprie competenze. Fino ad oggi un aiuto è venuto dai giovani del servizio civile volontario, ma dal 2 ottobre, quando scadrà il contratto con il ministero della difesa che inesplicabilmente non ci è stato rinnovato, perderemo anche loro». Anche in questo caso, il confronto col resto d'Europa è sconfortante: la Bibliothèque Nationale di Parigi ha 2800 impiegati, alla British Library ne lavorano più di 2000. Chiunque abbia frequentato anche solo per un giorno la Biblioteca Nazionale sa cosa significhi la riduzione dell'orario di distribuzione alla sola mattina, mancato aggiornamento del catalogo on line e dei pezzi mancanti o alluvionati nei cataloghi cartacei, ritardi nella catalogazione dei 50 mila volumi e delle 14 mila testate di quotidiani e periodici che arrivano ogni armo - «riusciamo a gestire rispettivamente 25 mila volumi e 6 mila testate: il resto viene accantonato» - e nel restauro dei pezzi alluvionati. In silenzio, è stato completato il restauro dei giornali e delle carte geografiche, 8 mila delle quali saranno digitalizzate e messe in rete il 4 novembre, per l'inaugurazione della mostra sul quarantesimo anniversario dell' alluvione,mai mila volumi e 30 mila miscellanee sono ancora incrostati del fango. Una biblioteca, per quanto gloriosa, è un investimento di scarso appeal per gli sponsor privati, e fi-no ad oggi pochissime voci si sono levate dal mondo intellettuale, distratto da altre polemiche o indaffarato in più scintillanti kermesse. Alla domanda se il problema sia non solo economico, ma innanzitutto politico, Antonia Ida Fontana si costringe all'ottimismo: «Nelle ultime riunioni con Luciano Scala, il direttore generale del ministero per i beni librari e gli istituti culturali, ho sentito una forte volontà di valorizzazione. Il futuro è nella diversificazione dei compiti delle due Biblioteche Nazionali: a Firenze la conservazione, a Roma la consultazione». Ma poi il pensiero corre ancora a Pari -gi: «La Francia investe perché è convinta che la Bibliothèque Nationale rappresenti il luogo privilegiato della memoria, dell'identità e della cultura del paese». Qui si rende uno sbrigativo omaggio al tempio, e poi lo si lascia cadere a pezzi.