Non si placa il generale moto di preoccupazione sull'Opificio delle pietre dure di Firenze, la cui sorte futura pare ormai decisa dal ministro Rutelli. In pratica stiamo per assistere a un declassamento dell'istituto di restauro, famoso in tutto il mondo, a vantaggio dell'Istituto Centrale del Restauro, diretto da Caterina Bon Valsassina la quale, proprio a il Giornale della Toscana ieri ha affermato di essere pronta ad assumere l'interim della guida dell'Opificio, quando l'attuale soprintendente, Castina Acidini, lascerà l'incarico per insediarsi al timone del Polo museale fiorentino. A fronte dell'iniziale sgomento, c'è già chi organizza raccolte di firme a livello internazionale per "salvare" l'autonomia dell'Opificio. Tuttavia potrebbe non bastare, perché Giuseppe Proietti, capo dipartimento responsabile, è intenzionato ad andare avanti con il suo progetto. A tal proposito (e su altre questioni aperte) abbiamo raccolto il parere del soprintendente Antonio Paolucci, che il piano di Rutelli per il futuro dell'Opificio l'ha appreso proprio dal nostro giornale. Che ne sarà dell'Opificio? Questa è una brutta storia. Tutto mi aspettavo ma non questo. E cioè che nel quarantesimo anniversario dell'alluvione e nell'anno della morte di Umberto Baldini, l'Opificio delle pietre dure, - che lui fondò nel 1975 con un atto corsaro, geniale, andando contro l'ostilità di tutti, anche dei colleghi - venga di fatto degradato. Purtroppo le cose stanno così. Non è una cosa temporanea. La reggenza andrà all'attuale direttrice dell'ICR e vena istituito un Istituto Superiore del restauro con sede a Roma, naturalmente, da cui dipendono tutti i centri di restauro, tra cui l'ICR, la patologia del libro e Firenze. L'Opificio sarà una dipartimento periferico del centro romano. Quindi c'è questa tendenza, di cui abbiamo avuto molti segni, di ricentralizzazione romana. Roma sta riprendendosi il suo ruolo in modo brutale. E questo mi dispiace. Perché sono stato direttore dell'Opificio, vi ho lavorato, c'ero quando è stato costruito, so come è stato importante, ritengo che Umberto Baldini sia stato il soprintendente più importante del '900, perché è lui che ha dato alla città una struttura come quella e ora ce la fottono. Parliamo d'altro. Tra due settimane lascerà il suo incarico di Soprintendente speciale per il Polo Museale Fiorentino. Dal primo di ottobre che farà? Continuerò a fare quello che ho sempre fatto: studiare, scrivere, guardare i quadri, girar per mostre. Mi son sempre divertito nella mia vita e continuerò a farlo, a Dio piacendo... In molti dicono che lei, tra breve, diverrà assessore alla cultura del Comune di Firenze». Ormai mi hanno sputtanato in tutti i modi possibili. Probabilmente senza motivo perché nessuno mi ha mai detto niente. Ammettiamo però che tra due settimane lei assuma quell'incarico, quali sono le prime cose che farebbe da assessore? Non rispondo a questa domanda capziosa e inconsistente... Ma lo sa che c'è già chi sì preoccupa che con lei assessore i concerti in piazza non sì faranno più? Lasciamoli dire... Però viene quasi naturale chiederle perché, dopo essere stato ministro e soprintendente, sceglierebbe di fare l'assessore alla cultura? Anche questa è una domanda infondata perché non so assolutamente nulla di eventuali destinazioni ad assessorati. Conviene aspettare. Ecco, e nell'attesa mi ricorda un momento bello dei tanti anni passati in soprintendenza? Il ricordo bello è stato quando, essendo ministro, sono riuscito a risolvere l'eredita Bardini, a recuperare al patrimonio della città il giardino e la villa Bardini, tutte le opere d'arte ivi conservate (oltre 70mila pezzi di cui, fino a oggi, solo 500 mostrati in pubblico, ndr), la collezione Martelli. Mi pare che sia un buon risultato. Anche se nella mia carriera, la cosa di cui sono più orgoglioso è di avere salvato la Basilica di Assisi dopo il terremoto del 1997. Se dovessi darmi una medaglia d'oro, me la darei per quella. Le altre cose sono meno importanti. E11 momento più brutto? Chiaramente il 27 maggio del 1993, la bomba di via de' Georgofi-li. Altri momenti brutti no, non li ricordo. Un consiglio a chi le succederà? Chi mi succederà, cioè Cristina Acidini, non ha bisogno di consigli, perché è una donna esperta, che vive nell'amministrazione ormai da vent'anni da soprintendente. .. Tra di noi c'è un rapporto molto amichevole, leale. Il consiglio che le posso dare, tuttavia, è di continuare sulla strada che abbiamo imboccato. E in sostanza qual è? Consolidare un fatto che io sento molto J3 cioè di fare di questa scrivania, la scrivania politicamente più importante della città. È questo il punto. E siccome Cristina Acidini è una donna intelligente, questo lo sa benissimo. Cioè è cosciente dell'asso, della scala reale che ha in mano. Guai declinare da questo impegno e da questo obiettivo. Da soprintendente del polo museale, qual è la cosa più urgente da fare? I Grandi Uffizi. Da lunedì (domani per chi legge; ndr) aprirà il cantiere in piazza del Grano che verrà bloccata per tre quarti. Abbiamo atteso che passasse l'ondata grossa dei turisti perché saranno quattro anni di disagi indubbiamente. Però è necessario. 11 cantiere da qualche parte bisogna pur metterlo. Tornasse a fare il ministro della cultura, c'è un provvedimento che adotterebbe con urgenza? Mah. La situazione è così cambiata in dieci anni, che non è possibile fare confronti con quella di allora. È molto diversa. Quarantesimo anniversario dell'alluvione. C'era il progetto di una grande mostra in Santa Croce cui avrebbero partecipato i principali enti coinvolti. Invece ognuno invece farà per conto proprio. Perché l'idea è naufragata? Problemi di soldi? Mah, i soldi si sarebbero anche trovati. E poi dovendo lasciare la guida della soprintendenza non ho avuto né il tempo né il modo di darmi da fare per rimediare i soldi. Altri non se ne sono occupati...
Paolucci : Opificio degradato E non sarà un fatto temporaneo
Il ministro della cultura, Rutelli, ha deciso di declassare l'Opificio delle pietre dure di Firenze a un dipartimento periferico del centro romano, istituendo un Istituto Superiore del restauro con sede a Roma. L'Opificio sarà guidato dall'attuale direttrice dell'Istituto Centrale del Restauro, Caterina Bon Valsassina. Il soprintendente speciale per il Polo Museale Fiorentino, Castina Acidini, lascerà l'incarico per insediarsi al timone del Polo museale fiorentino. I collezionisti e gli esperti organizzano raccolte di firme per "salvare" l'autonomia dell'Opificio.
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