BISCEGLIE. Da cava per l'estrazione della pietra a sito paleontologico di rilevante interesse mondiale. Su una serie di blocchi di pietra calcarea apparentemente insignificanti, rimasti per molti anni a deposito in quella cava sita nella «lama Paterna» di Bisceglie e che oggi sembra un paesaggio lunare, sono state individuate in totale una cinquantina di orme fossili di dinosauro. La scoperta sta destando inevitabile curiosità ma soprattutto interesse del mondo scientifico. A segnalare alla Soprintendenza Archeologica per la Puglia la presenza di quelle impronte è stato un cittadino biscegliese Alfredo Logoluso appassionato della materia che le ha notate per primo durante una casuale escursione. I blocchi custoditi nella enorme cava di proprietà privata, dopo accordi non facili intrapresi col proprietario, sono stati oggetto di accertamenti approfonditi da parte del professor Umberto Nicosia, direttore del museo di paleontologia e docente del Dipartimento di Scienze della Terra presso l'Università «La Sapienza» di Roma, che ha convalidato la scoperta in collaborazione con la Soprintendenza barese. «Si tratta di reperti estremamente importanti - dice Nicosia - per la diversità di dinosauri che hanno dimorato in quel posto. E per questo potrebbe risultare uno dei siti più importanti al mondo. Ci sono, infatti, orme differenti di erbivori e carnivori, bipedi e quadrupedi lo abbiamo riscontrato mediante rilievi e misure e ci siamo trovati anche di fronte ad una articolazione ambientale inaspettata». Il prof. Nicosia, colui che per primo comunicò la scoperta di un giacimento di orme in località «Pontrelli» ad Altamura, sostiene che si tratta di «una scoperta che suscita entusiasmo dal punto di vista scientifico, diversamente da quello che può sembrare agli occhi di un profano». Nessuno forse si aspettava che potessero emergere a Bisceglie, che si affaccia sul mare, tracce remote della storia del pianeta Terra e addirittura impronte di dinosauri mastodontici. Ieri mattina presso la cava è stato effettuato un sopralluogo congiunto dalla dott.ssa Francesca Radina, ispettrice della Soprintendenza archeologica, e dal sindaco Francesco Spina con il signor Teseo, proprietario della cava, per programmare le imminenti operazioni finalizzate alla rimozione di alcuni dei blocchi di pietra con le orme giganti, che come si è deciso saranno esposte nel museo civico «Saverio Majellaro» di Bisceglie, diretto dalla dott.ssa Renata Caligiuri. Si è così entrati a contato visivo con un'epoca lontanissima milioni di anni fa, finora conosciuta attraverso libri, documentari e col «Jurassik Park» di Spielberg. Il sindaco Spina ha offerto l'immediata disponibilità ad attivarsi per tale operazione. «Ciò potrà senz'altro costituire - dice Spina - un ulteriore ed importante attrazione archeologica ed una ricaduta culturale e turistica per i turisti, con i dolmen e le grotte paleolitiche di Santa Croce ed inoltre, trattandosi di tracce risalenti a circa 120 milioni di anni fa, si riformulerebbero le teorie degli scienziati relative alla formazione di questo territorio ed a tal proposito intendiamo organizzare a breve un convegno scientifico per illustrare la scoperta delle orme di dinosauro». Proprio un paio di mesi fa la Regione Puglia ha comunicato al Comune di Bisceglie la concessione di 250 mila euro per la real izzazione del «Parco preistorico dei Dolmen», un progetto che prevede il recupero e la valorizzazione dei monumenti megalitici.