Interessante scoperta archeologica Santa Severina in seguito a dei lavori di pulitura di stradine interpoderali Una necropoli, presumibilmente di epoca magnogreca, posta di fronte ad un' ipotizzata struttura templare, è stata individuata, nei giorni scorsi, nella frazione Altilia di Santa Severina, nel crotonese, in seguito a lavori di pulitura di stradine interpoderali in località Vigna Barracco. La notizia è stata riportata dal bisettimanale "il Crotonese". Secondo quanto scrive Francesco Lopez, docente di latino e greco al Liceo classico di San Giovanni in Fiore e autore di un libro sulla storia di Altilia, sono emerse "cinque tombe del tipo a tempietto con colonne laterali ed architrave quadrangolato sovrastante, disposte le une accanto alle altre". "Tra le sepolture in particolare si distingue, per centralità e dimensioni - mette in evidenza Lopez -, una tomba monumentale, che per comodità espressiva battezziamo come 'tomba sentinella', la prima ad essere stata individuata che si erge ad un' altezza, rispetto al livello di base di circa 3 metri". Alla tomba, di cui risulta nitidamente visibile la facciata frontale rivolta ad oriente, si accede percorrendo una rampa. Questa, costruita su due livelli, è caratterizzata nella parte superiore dalla presenza di due colonne di sostegno sormontate da un architrave e da un corpo mediano avanzato con funzione di chiusura e sigillo dell'intera sepoltura. Inoltre, durante alcuni recenti lavori di sistemazione del terreno agricolo sulla cui area insiste la struttura visibile da satellite attraverso 'Google maps', si è trovata casualmente traccia di un fronte murario a gradoni, situato ad una profondità di circa un metro. Esso corrisponde pienamente a quanto indicato sulla mappa. Secondo Lopez, i rinvenimenti rafforzerebbero "l'ipotesi, già formulata, che Altilia ed il suo comprensorio fossero l'antica Makalla, a 120 stadi (21-23 km) da Crotone. In tal caso, ci troveremmo in presenza del 'grande santuario' di Filottete, l' eroe della tradizione omerica (VIII sec. a.C.), e del suo 'sepolcro' (taphos)". Della scoperta è stata data comunicazione, in data 7 settembre, alla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria, "con la richiesta di immediato intervento ed adozione di tutte le misure idonee a preservare l' integrità dei reperti, compresa l' attivazione delle procedure previste dalla legge circa l' accertamento della rilevanza archeologica".