UN PREGEVOLE esempio di mecenatismo privato messo al servizio dell'arte e dell'identità locale è offerto dalla mostra appena inaugurata nei Musei Capitolini e intitolata «Officina emiliana». Vi sono infatti esposti 37 quadri di 32 artisti, tutti di scuola emilia-na-romagnola e compresi fra il XV e il XVIII secolo, provenienti dalla collezione della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Parecchi sono i nomi di rilievo, come quelli di Cristoforo da Lendinara, il Correg-gio, Ludovico Carracci, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, il Guercino, Elisa-betta Sirani, Giuseppe Maria Crespi. L'efficacia della mostra, curata da Daniele Benati, Lucia Peruzzi e Sergio Guarino (catalogo Skira), è però rafforzata da un altro elemento: i dipinti presentati per l'occasione instaurano infatti un coinvolgente dialogo con le numerose opere di scuola emiliana che sono esposte in permanenza nelle sale dei Musei Capitolini e fra cui rifulge la spettacolare e maestosa pala di Santa Petronilla del Guercino. E proprio nella sala che ospita questo capolavoro viene esposto uno dei quadri più belli della collezione della Banca, «La Crocifissione» di Giovanni Lanfranco, drammatica e forse attenta anche alla lezione di El Greco. Del resto non bisogna dimenticare che fra Cinque e Seicento c'era grande familiarità di rapporti fra Roma e Bologna, entrambe legate allo Stato della Chiesa, tanto che geniali artisti bolognesi come Annibale Carracci, Domenichino e Guido Reni realizzarono nella Città Eterna mirabili e sommi capolavori. Nata all'inizio da acquisti quasi casuali, la raccolta della Banca Popolare dell'Emilia Romagna si è poi sviluppata in base a un vero e proprio progetto culturale votato alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico locale. Per dare diffusione a questa collezione, la Banca organizza visite guidate nella propria sede di Modena, presta le proprie opere in occasione di grandi mostre internazionali e presenta i pezzi migliori in parecchie città italiane, come avviene ora a Roma. Fra le opere più belle della collezione spiccano «La Crocifissione» quasi espressionista di Girolamo da Carpi, la «Susanna e i vecchi» (colma di carica erotica) e l'«Al-legoria dell'Abbondanza» di Ludovico Carracci, l'« Amore dormiente» di Guido Reni, «II trionfo di David» di Giovanni Lanfranco, 1'«Apollo e Marsia» del Guercino che esalta la drammaticità della sfida rivolta dal fauno al giovane dio e «La sacra famiglia nella bottega del falegname» di Giuseppe Maria Crespi. Invece non convince l'attribuzione ad un genio della grazia e della leggerezza come il Correggio della pala con «Sant'Elena fra i santi Sebastiano, Domenico, Pietro martire e Girolamo
Ai Capitolini capolavori dell'Officina emiliana
La mostra "Officina emiliana" nei Musei Capitolini di Roma esprime un mecenatismo privato che mette l'arte e l'identità locale al servizio. La mostra presenta 37 quadri di 32 artisti emiliani del XV al XVIII secolo, provenienti dalla collezione della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Tra i nomi di rilievo ci sono Cristoforo da Lendinara, Correggio, Ludovico Carracci, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, il Guercino, Elisa-betta Sirani e Giuseppe Maria Crespi. La mostra è curata da Daniele Benati, Lucia Peruzzi e Sergio Guarino e rafforza il dialogo con le opere emiliane esposte in permanenza nei Musei Capitolini.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo