Scoperte in un'azienda agricola di Saturnia. Molti oggetti sequestrati SATURNIA. Nelle campagne di Saturnia, dove anticamente i romani venivano per le terme, per l'ennesima volta le forze dell'ordine -stavolta l'operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza - hanno ritrovato preziosi reperti archeologici che facevano bella mostra di se' in proprietà private. Ma stavolta è stato trovato qualcosa che finora non era mai accaduto di trovare: una piscina completamente lastricata da marmi romani con tanto di incisioni, bassorilie-vi e sculture; e per "abbellire" la piscina era stata usata perfino un'urna cineraria in travertino salla quale è ancora leggibile il nome del defunto: Nanustia Prisca, probabilmente figlia di Pu-blio Valerio Publicola, nobile tribuno e console romano che era solito trascorrere lunghi periodi nei pressi delle antiche terme di Saturnia. E così quella che sembrava un'operazione come tante altre ha acquistato uno spessore inconsueto. Le Fiamme gialle di Orbetello impegnate nel settore della tutela del patrimonio storico archeologico dello Stato avevano avviato da tempo le indagini attorno a un'azienda agraria della campagna di Saturnia dove si sentiva dire che i reperti antichi abbondavano, e si parlava di situazioni eccezionali che facevano meraviglia. E' bastato un solo controllo per far quadrare il cerchio. Nel terreno della azienda agricola "chiaccherata" gli agenti della Guardia di Finanza hanno trovato quasi un museo in vasellame etrusco e romano tipico degli antichi insediamenti nella zona. Muovendosi grazie a un mandato di perquisizione emesso, a firma del sostituto procuratore Massimiliano Rossi, la Finanza ha perquisito l'azienda (ndr.: della quele peraltro non è stata data indicazione del nome) e gli agenti si sono stupiti per la gran quantità di urne cinerarie, colonne intere o a pezzi, capitelli, cippi militari e manufatti lapidei in quantità rilevante. Sarebbe bastato questo per far elencare i ritrovamenti nella casella degli eventi eccezionali, ma il bello aveva ancora da venire. Assieme a personale della soprintendenza ai beni archeologici di Grosseto che ha fornito una collaborazione preziosa alla Finanza per catalogare e datare i reperti, gli agenti hanno posato l'occhio su un grande telone che copriva quella che sembrava essere una piscina all'aperto, nel mezzo di un prato. Hanno chiesto di poter dare un'occhiata, insospettiti dalla particolare "cura" con cui quella piscina era trattata, e quando è stato tolto il telone chi era presente è rimasto senza fiato: la piscina - perché di questo si tratta - non è una piscina qualsiasi, ma è completamente foderata da lastre di marmo romane con incisioni in latino, bassorilievi e sculture. Una chicca unica nel suo genere, insomma. Ovviamente le operazioni della Finanza si sono concluse con una denuncia alla autorità giudiziaria per il responsabile dell'azienda nella quale sono stati ritrovati i reperti archeologici. La vicenda ha illustri precedenti, La pratica di abbellire casolari, ville e giardini con pezzi antichi, magari rinvenuti durante la ristrutturazione della casa, non è una novità. E della voglia di stupire non sono stati nel tempo esenti neppure personaggi di spicco o addirittura politici di primo piano. Circa trent'anni fa, un famoso parlamentare sul colle di Ansedonia, aveva riportato alla luce e restaurato una strada romana. Lui l'aveva riadattata a solotto agreste per le compagnie di amici che venivano a fargli visita. Ci furono anche casi di persone di fama nazionale finiti nei guai con la giustizia per il vezzo di tenere esposti oggetti antichi, romani o etruschi, o di avere marmi impreziositi da incisioni o da bassorilievi ad abbellire le loro abitazioni. Certo che una piscina intera lastricata di marmi romani non era mai capitata. E questo la rende veramente qualcosa di unico e ne fa una vera rarità.
Lapidi romane per il fondale della piscina
Nella campagna di Saturnia, le forze dell'ordine hanno ritrovato preziosi reperti archeologici in un'azienda agricola. Tra i ritrovamenti, una piscina intera lastricata da marmi romani con incisioni, bassorilievi e sculture. La piscina è stata trovata in un prato, coperta da un telone, e gli agenti della Guardia di Finanza hanno chiesto di poterla vedere. La piscina è stata trovata con una cura particolare, con lastre di marmo romano foderata e con il nome del defunto "Nanustia Prisca" ancora leggibile.
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