IMMOBILI ENEL, FINALE A SETTEMBRE Non sono previste accelerazioni nel percorso che porterà gli immobili in quota ad Enel Real Estate fuori dell'orbita dell'ex monopolista elettrico. Al contrario, le tre cordate rimaste in lizza dopo l'ennesima scrematura (fuori la statunitense Fortress, sono ancora in gara Deutsche bank-Cdc, Pirelli Re-Morgan Stanley-WhitehalI, American Continental properties), avrebbero chiesto un supplemento di tempo per completare le due diligences tuttora in corso. Difficile che la data room si chiuda prima di fine luglio. A questo punto gli advisor Lazard e Sssb avrebbero spostato indicativamente a metà settembre la data per la presentazione delle offerte vincolanti, attese intorno ai 2 miliardi di euro per l'intero stock degli immobili. Anche se la procedura di gara prevede offerte separate a blocchi, distinte per tipologie di immobili infatti, l'Enel e il suo advisor si attendono offerte complessivo. La tendenza che sta emergendo, infatti, è che saranno le singole cordate abbiano in mente di comprare gli immobili al completo per poi farsi in casa l'eventuale spezzatino degli asset. Restano fuori gli immobili residenziali, venduti attraverso il portale Quick Casa. GOVERNO, IN REGOLA ! CESSIONI A CARLYLE Con Carlyle è avvenuto tutto secondo le regole. Con queste parole, in risposta ad un'interrogazione parlamentare di Giovanna Melandri (Ds), il governo ha voluto mettere la parola fine alle polemiche che l'ex ministro dei beni culturali aveva sollevato sulla vendita di 36 immobili pubblici (290 mila metri quadrati), tramite il consorzio G6 advisor, al Carlyle group, il fondo chiuso statunitense legato al finanziere George Soros e alla famiglia del presidente Usa, George W. Bush. Tra questi immobili, la Melandri aveva segnalato la presenza di lotti di valore storico-artistico che invece avrebbero dovuto essere tutelati. Un'accusa che non dev'essere andata giù al sottosegretario all'economia, Maria Teresa Armosino, che infatti ha rilevato come i quattro immobili per i quali c'è l'esistenza di vincoli di valore storico-artistico (a Reggio Emilia, a Roma e Genova) siano stati inseriti nell'elenco dei beni oggetto della vendita nella precedente legislatura. «Va peraltro sottolineato», ha concluso l'Armosino, «che gli enti previdenziali venditori effettuarono al ministro dei beni culturali (la stessa Melandri, ndr) le necessarie notifiche ricevendone l'assenso alla vendita». CASE CANTONIERE DA VALORIZZARE Si tratta di un patrimonio considerevole: 1.112 immobili che finora nessuno si è posto il problema di far fruttare. Sono le cosiddette case cantoniere che fanno parte del patrimonio immobiliare dell'Anas. Il viceministro alle infrastrutture, Ugo Martinat, rispondendo ad un'interrogazione parlamentare di Vittorio Messa (An) che gli chiedeva di fare il punto sulla gestione di questi beni ha risposto: «L'Anas ha precisato che tale patrimonio immobiliare non ha avuto sinora, per la propria natura giuridica di bene demaniale, una gestione economica di mercato».