UNO SCANDALO papirologico e più in generale scientifico-culturale si sta consumando in questi giorni, prontamente riecheggiato in tutto il suo appeal mediatico da un gran numero di testate. Luciano Canfora, insigne filologo e papirologo dell'Università di Bari, avrebbe dimostrato - a mia parere, ha dimostrato - che il papiro di Artemidoro, portato alla ribalta dai media di mezzo mondo, è in realtà un falso. CANFORA sostiene che fu Costantino Simonidis, noto falsario greco dell'Ottocento, a realizzare il testo frammentario, attribuito da Claudio Gallazzi e Baerbel Kramer troppo precipitosamente al II libro della Geografìa di Artemidoro di Efeso (II sec. a. C); e a sostegno di tale affermazione adduce evidenze incontrovertibili (da leggere nel prossimo numero di "Quaderni di storia"), a cui aggiungerei il tratteggio impacciato delle lettere, evidente realizzazione di una mano moderna e comunque senza paralleli grafici in nove secoli di papirologia greca. ORA È APERTO il dibattito e ci aspettiamo risposte stizzite e polemica sterile da parte di "illustri"papirologi, smascherati nella loro pochezza scientifica. E' comunque triste constatare l'uso mediatico (si è organizzato persino un iter espositivo, che ha visto la prima tappa a Torino) di un reperto, che prima di tutto andava analizzato scientificamente e dunque pubblicato; così come penosa appare l'attenzione della ricerca in genere per la spettacolarizzazione più che per il rigore scientifico. Proporrei che, se le conclusioni di Canfora dovessero essere confermate - come sembra -, i responsabili di questa farsa grottesca e squalificante (tra l'altro il testo in questione è costato la "modica" cifra di 2.750.000Euro) vengano destituiti da qualsiasi incarico scientifico futuro.