Per gli scienziati russi il sudario viene da Gerusalemme e risale al tempo di Cristo è NOTIZIA degli ultimi giorni che membri del Fsb un tempo Kgb, i servizi segreti dell'ex Unione Sovietica si sono impegnati nell'indagine sulla figura centrale della storia dell'umanità e sulla sua morte. Al centro degli interessi scientifici degli 007 russi è Gesù di Nazareth e in particolare la Sacra Sindone, passata in rassegna con un'indagine criminologica basata su prove di laboratorio eseguite su riproduzioni fotografiche ad alta risoluzione. L'intento degli scienziati russi è stato di accertare una volta per tutte la provenienza geografica e l'epoca del tessuto; e la conclusione dopo mesi di analisi e di comparazione con altre stoffe di lino e che il sudario sindonico conservato a Torino è veramente della regione di Gerusalemme e può essere datato all'epoca della predicazione di Cristo. UN'ALTRA certezza raggiunta dagli esperti è che le tracce sulla Sindone rimandano a un uomo flagellato, crocifisso e colpito al costato da una lancia: «addirittura sembra che l'uomo in questione sia stato colpito con una frusta piombata a cinque fili, tipico arnese di tortura della prima epoca imperiale» fanno sapere i ricercatori russi. Inoltre un'ampia macchia sulla spalla destra evidenzierebbe il trasporto per un tempo significativo di un oggetto di notevole peso (la croce?); e l'asimmetria dei tratti indica che il moribondo si contorse a lungo prima di spirare; inoltre sembrano evidenti le tracce dell'uso di lunghi chiodi per assicurare mani e piedi alla croce. GLI 007 SAREBBERO riusciti a determinare anche la causa del decesso: asfissia, sopravvenuta prima del colpo di lancia. Ad avvalorare la bontà delle tecniche usate, gli agenti ex-sovietici hanno fatto fare esercizio fisico a un volontario, che in seguito hanno avvolto sudato in un tessuto di analoga natura: sulla stoffa è rimasta impressa l'immagine dell'uomo. A rimarcare l'autenticità del tessuto si aggiunge un testo («La storia della Sindone», dello studioso australiano Brendan Whiting), che ben evidenzia come l'analisi con il sistema del Carbonio 14 sia stata eseguita (intenzionalmente?) su rammendi medievali del lenzuolo. Insomma, se al nutrito gruppo di sindonologi, ben diviso tra possibilisti e scettici, i recenti studi apportano nuovi elementi, ai credenti recano prove fondanti a sostegno delle loro certezze; e in ogni caso dimostrano la vitalità di una disciplina, la 'sindonologia' appunto, che si arricchisce di studi costanti e che è alimentata dal continuo progresso tecnologico. La DIMOSTRAZIONE della vitalità di questo argomento è stata inaugurata il 22 luglio scorso proprio a Gerusalemme (a due passi dal Santo Sepolcro, presso il "Notre Dame of Jerusalem Center") una mostra permanente dal titolo «Chi è l'uomo della Sindone?», con pannelli sulla storia del sudario e sulle recenti acquisizioni scientifiche. «Sì perché non basta essere sicuri che il manufatto sia di epoca gesuana e che sia stato fabbricato in Terra Santa fa notare Avinoam Danin, docente di botanica all'Università Ebraica di Gerusalemme e autore di studi di sindonologia . Bisogna anche chiedersi chi sia stato l'uomo della Sindone e che caratteristiche abbia avuto».