MANTOVÀ Inaugurazione della mostra sul Mantegna con colpo di scena. Il curatore Mauro Lucco ha dato le dimissioni in polemica con il presidente del comitato Vittorio Sgarbi. È stato lo stesso Sgarbi, durante il suo intervento nel cortile d'onore di Palazzo Te, a dare l'annuncio. «Non ha condiviso la collocazione del quadro del Cristo Morto al suo posto, avrebbe voluto mettere un altro dipinto. Allora perché è venuto all'inaugurazione?» si è chiesto Sgarbi. MANTOVA Adesso qualcuno finirà per parlare di «maledizione del Cristo Morto». Dopo tante polemiche per far arrivare dalla Pinacoteca di Brera alla mostra di Mantova il celebre quadro di Mantegna, ecco il colpo di scena: il curatore della mostra di Palazzo Te, Mauro Lucco, si è dimesso all'improvviso dal Comitato nazionale per le celebrazioni mantegnesche, in aperta polemica con Vittorio Sgarbi, presidente del comitato stesso. L'annuncio a sorpresa è arrivato proprio in occasione dell'inaugurazione ufficiale della rassegna, ieri pomeriggio. Pomo della discordia sarebbe proprio la collocazione del «Cristo Morto» nel percorso espositivo, il quadro si trova in pratica al centro dell'esposizione, quasi un fulcro attorno a cui ruotano sia il corpus di opere di Mantegna (una ventina di capolavori assoluti), che i quadri di allievi ed epigoni che completano la mostra. Ebbene, Lucco avrebbe voluto che, in quel punto, ci fosse un altro quadro di Mantegna, il cosiddetto «Cristo sul sarcofago» prestato dallo Statens Museum for kunst di Copenaghen. «Essendo stato costretto a mutare qualcosa nella struttura della mostra ha spiegato Lucco ho ritenuto ovvio a tutela della mia immagine dimettermi dal comitato nazionale». A giudizio del curatore, il Cristo di Copenaghen «è meno sperimentale e più facilmente comprensione dalla gente, rispetto a quello di Brera. Ma è anche di straordinaria qualità quanto a esecuzione tecnica e concezione luminosa, con l'alba in controluce, le due donne che stanno arrivando al sepolcro e tutte le altre persone intente a lavorare nei campi o sorprese lungo la strada». Non si può dire che Sgarbi l'abbia presa benissimo: «Lucco ha mandato una lettera dicendo che per intollerabili ingerenze del presidente, cioè del sottoscritto, si dimette dall'incarico con effetto immediato. C'è un limite alla stupidità umana. Se tu hai il capolavoro simbolo, lo metti al posto d'onore della mostra. Siccome lui ha già fatto l'errore di mettere il capolavoro ottenuto dal Louvre ("Pallade espelle i vizi dal giardino delle virtù", ndr) molto prima, non capisco perché si lamenti. Lui voleva mettere l'opera di Copenaghen al posto del Cristo Morto; benissimo, fino a che non è arrivato quello di Brera; ma che lui dica che per questo la mostra perde di vigore... ». Ai visitatori (già 50 mila le prenotazioni) l'ardua sentenza.
Mantegna, se ne va il curatore della mostra
La mostra di Palazzo Te di Mantova, dedicata a Mantegna, è stata inaugurata con un colpo di scena. Il curatore della mostra, Mauro Lucco, si è dimesso dal Comitato nazionale per le celebrazioni mantegnesche in polemica con il presidente del comitato, Vittorio Sgarbi. La polemica è stata causata dalla collocazione del quadro "Cristo Morto" nel percorso espositivo, che è stato voluto da Lucco. Sgarbi aveva voluto mettere un altro quadro di Mantegna al suo posto, ma Lucco ha rifiutato e si è dimesso. L'annuncio della dimissione è stato fatto durante l'inaugurazione della mostra.
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