Due interrogazioni (una rivolta a due ministeri, l'altra all'amministrazione comunale) e un appello alla città. Un accorato richiamo esteso dal mondo politico a quello intellettuale, a tutti gli uomini di cultura «affinché si mobilitino per trovare una soluzione ai gravi problemi che affliggono la Biblioteca Nazionale di Firenze». «La prestigiosa istituzione rischia infatti la chiusura la denuncia del senatore di Forza Italia, Paolo Amato, e del consigliere comunale azzurro, Enrico Bosi . La cosa grave è che questo accada senza che nessuno ' dica una parola, né la classe politica fiorentina, sindaco e assessore alla Cultura in primis, né i rappresentanti del governo centrale». Il senatore di Forza Italia chiede quindi ai ministri Francesco Rutelli e Rosy Bindi, «quali provvedimenti intendono adottare per fare fronte alla situazione di emergenza nella quale versa la Biblioteca. Se il governo non ritenga doveroso intervenire sulla predisposizione della nuova Legge Finanziaria per aumentare gli stanziamenti previsti a favore delle Biblioteche Nazionali». Fra i problemi della biblioteca fiorentina, il senatore ricorda «il cornicione che crolla, l'infestazione di ratti, infine la perdita, da parte di Firenze, in favore di Milano, della kermesse organizzata dalla Federazione internazionale delle associazioni bibliotecarie, che avrebbe richiamato a Firenze oltre sette-mila persone». «Tutto sullo sfondo di una grave crisi della Biblioteca costretta dai tagli al personale, a lavorare al limite della minima operatività con un organico ridottissimo, del tutto inadeguato a far fronte ai molteplici compiti ordinari e straordinari». aggiunge Amato. «Bisogna sapere quali sono le iniziative che l'amministrazione comunale intende assumere per risolvere i problemi della Biblioteca Nazionale», rincara la dose Enrico Bosi, che sulla vicenda ha presentato un'interrogazione in consiglio comunale. «Da tempo la biblioteca versa in una grave situazione di difficoltà afferma Bosi . Difficoltà dovute in gran parte alla mancanza di fondi che non consente e ostacola la sua piena operatività». «La mancanza di fondi ha portato al ritardo nella classificazione di circa 50mila volumi di nuova acquisizione, al mancato restauro di quelli danneggiati, alla presenza di 35mila libri non consultagli e a gravi problemi alla manutenzione dello stabile. Inoltre, per la presenza di topi, interi settori dell'edificio sono stati chiusi sottolinea Bosi . La derattizzazione ha di fatto determinato l'assegnazione a Milano del congresso della federazione internazionale delle associazioni bibliotecarie. Un evento che avrebbe portato in città circa settemila congressisti e di cui l'amministrazione comunale aveva proposto la candidatura per ospitarlo». Sul fronte topi, buone notizie: «II 18 settembre verranno effettuati, i tamponi, ancora tre giorni per le culture e, presumibilmente dal 21, i locali dovrebbero tornare agibili», assicura Antonia Ida Fontana, direttrice della Biblioteca Nazionale riferendosi alla derattizzazione effettuata nel sottosuolo (dove si trovano le macchinette del caffè e i bagni per il pubblico, ora chiusi), ma anche al primo piano, dove hanno sede alcuni uffici.