L'Opificio delle Pietre Dure è un istituto autonomo del Ministero per i Beni Culturali, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d'arte. Nato nel 1588 per volere di Ferdinando I de' Medici come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, venne trasformando la sua attività lavorativa, negli ultimi decenni del secolo XIX, in attività dì restauro, prima dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia, per poi ampliare la propria competenza verso materiali affini (lapidei, di mosaico, ecc). In seguito alla grande catastrofe dell'alluvione del 1966 e alla legge istitutiva del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali del 1975, allo storico Opificio vennero annessi tutti i laboratori fiorentini statali di restauro, tranne quelli per i beni architettonici e per i beni archeologici. È l'unica istituzione in Europa a disporre di 50 restauratori, 6 storici dell'arte, 1 archeologo, 7 esperti scientifici, 4 fotografi. L'attività dell'istituto si articola per settori di restauro e di ricerca individuati in base ai materiali costitutivi delle opere d'arte. Le sedi dei laboratori sono tre: quella storica di via Alfani (sede inoltre del museo, della biblioteca e della scuola), quella moderna della Fortezza da Basso e quella di Palazzo Vecchio. Molta parte dell'attività si svolge anche all'esterno, sia sotto forma di cantieri operativi che di consulenze tecnico-scientifiche, su tutto il territorio nazionale ed in ambito internazionale. Cristina Acidini è il sovrintendente uscente.