Sorpresa. Della superfondazione destinata a nascere dal matrimonio tra Teatro Regio e Teatro Stabile, al ministero per i Beni e le attività culturali, quello competente per il settore spettacolo, non sanno nulla. Il sottosegretario Elena Montecchi lo dice chiaro e tondo: «Da che sono in carica, a maggio, nessuno ha mai illustrato questo progetto al ministero. Né gli enti locali, né i teatri. Non ne hanno parlato con me, né, che io sappia, con il ministro. Di certo non hanno mai contattato la nostra direzione generale per lo spettacolo, per domandare un parere tecnico. Nemmeno il sindaco Chiamparino, di cui sono amica, m'ha mai accennato nulla, neppure in via confidenziale». Che a Torino si stiano facendo i conti senza l'oste? Che proprio quelli dell'oste siano i panni che potrebbe vestire il dicastero romano, non c'è dubbio: un no della capitale farebbe naufragare tutto. Diversi sono i contratti di lavoro dei dipendenti, le vie di finanziamento statale, le norme che disciplinano lirica e prosa. La vita dei teatri d'opera è rigidamente regolata dalla legge, e per mutarla occorrerebbe una legge nuova, un passaggio parlamentare, oppure un altro strumento normativo messo a punto sedendo intorno a un tavolo gli attori coinvolti: enti locali, teatri, soci fondatori. E ministero. In città se ne parla da mesi. Pur Usando sempre il condizionale, s'è ormai messo a punto un progetto abbastanza preciso, tanto che s'è cominciato a ragionare anche sulla catena di comando del nuovo ente. Si prevede il mantenimento dei marchi e dei cartelloni distinti, e l'unificazione di biglietterie, amministrazione, marketing, labo-ratori di scenografia. Soprattutto, l'innovativo disegno, che porterebbe Torino al centro di un percorso unico in Italia, mira al lavoro artistico, alla creazione di inediti rapporti trasversali fra prosa e lirica, a scintille di creatività tutte da sperimentare al confine fra le due forme espressive. Partita dalla proposta dei direttori artistici dei due teatri Marco Tutino e Walter Le Moli, sposata dal presidente dello Stabile Agostino Re Rebaudengo e dal sovrintendente della fondazione lirica Walter Vergnano, l'idea è da tempo sui tavoli politici cittadini. Se n'è parlato pubblicamente più volte, finché la proposta è entrata, divenendo non più un fiume di parole, ma qualcosa di «ufficiale», nel programma elettorale del sindaco Chiamparino. Giorni fa l'assessore Fiorenzo Alfieri ha affidato a un giurista il compito di stilare un parere tecnico sulla fattibilità del progetto, e sui passaggi da compiere per realizzarlo al meglio. S'era detto pure che era stato sommariamente informato il ministro Rutelli . Eppure «di questo progetto di Torino non so nulla», ripete il sottosegretario Montecchi. Lo dice con sconcerto? Con irritazione? «Lo dico perché è la verità, e lo dico senza polemica. Quando qualcuno ci informerà, valuteremo se sarà compatibile con le leggi, con i nostri indirizzi generali, e con i vincoli di spesa. A quel punto diremo come la pensiamo. Siamo sempre disponibili ad ascoltare progetti innovativi». Un'opinione se la sarà pur formata, il sottosegretario, visto che i giornali ne parlano da mesi. Ma quale sia, e se dal ministero secondo lei potrebbe arrivare un sì o un no, non lo spiega. «I giornali li leggo, e anche molto attentamente. Ma non sarebbe serio che mi formassi un convincimento dalla lettura dei quotidiani. Tantomeno che la esprimessi». Che la mancanza di comunicazione fra Torino e Roma sulla superfondazione nasca perché qui s'è ritenuto prematuro il dialogo prima di definire ancora più in dettaglio la proposta? Che ci sia un problema di mancanza di rapporti? «Ma no, ho rapporti abbastanza stretti con le istituzioni torinesi e piemontesi». E' pure amica del sindaco, racconta, e ha cenato con i politici cittadini in occasione del concerto di Settembre Musica al Palaisozaki cui ha partecipato. Ma dai torinesi, sul punto, non è uscita di bocca con il sottosegretario una parola. Sarà vero? Lei dice così.
Superfondazione? Nessuna notizia è arrivata a Roma
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Elena Montecchi, afferma di non sapere nulla della superfondazione tra Teatro Regio e Teatro Stabile di Torino, nonostante sia stata proposta da diversi anni. Il progetto, che prevede l'unificazione dei due teatri e la creazione di un nuovo ente, è stato discusso pubblicamente e ha ricevuto il sostegno del sindaco di Torino, Chiamparino. Il sottosegretario afferma di aver ricevuto alcune informazioni superficiali sul progetto, ma non di averne ricevuto una presentazione dettagliata. Montecchi afferma di essere disponibile ad ascoltare progetti innovativi, ma non di sapere se il ministero potrebbe sostenere il progetto.
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