Si arricchisce di ulteriori particolari il sopralluogo archeologico nel cantiere dell'ex Luigi Rossi, la Sovrintendenza chiede nuovi scavi Baldelli: «La scoperta impone nuove riflessioni sull'urbanistica della città romana» FANO - Si arricchisce di nuovi particolari la scoperta di un antico tempio romano sotto piazza Amiani, a Fano. Se i prossimi saggi dovessero svelare anche una scalinata, quella che un tempo avrebbe portato alla parte anteriore dell'edificio, decadrebbe ogni ulteriore margine di dubbio sulla validità della nuova ipotesi scientifica. I pochi ruderi riemersi con gli scavi sarebbero di sicuro un luogo dedicato al culto della famiglia imperiale, in età giulio-claudia, e non una palestra più piscina, come si è sostenuto finora. Più che di una vera e propria scoperta, dunque, gli scavi archeologici in piazza Amiani, nell'area dell'ex scuola Luigi Rossi, hanno fornito elementi utili a una lettura diversa dell'impianto urbanistico attribuito alla città sepolta. La soprintendenza ha chiesto un altro scavo in corrispondenza degli attuali giardini, per ottenere la verifica definitiva: la scalinata, appunto. La necessità di un'altra indagine archeologica non dovrebbe scontrarsi, come di solito avviene in questi casi, con scarse disponibilità economiche. La giunta di centrodestra si avvia ad approvare un progetto per il restauro del piano interrato all'ex Luigi Rossi, che prevede anche risorse per ulteriori saggi. "Abbiamo visto - spiega Gabriele Baldelli della soprintendenza - il pavimento grigio, pochi resti, descritto in precedenza da altri studiosi. C'è poi uno zoccolo, sempre in marmo e lungo un tratto di parete, ma ad altezza non usuale per i tipici edifici romani. Mettendo insieme questi elementi con la scoperta di alcune statue, in zona e a suo tempo, abbiamo ritenuto di trovarci di fronte alla cella di un tempio, non a un'antica piscina. Tutto l'insieme delle cose ci ha fatto pensare a un augusteum, il tempio dedicato all'imperatore Augusto e ai familiari. Abbiamo notato anche alcuni gradini, su cui potevano essere esposte le statue e le teste-ritratto. La stessa funzione è ipotizzabile per lo zoccolo di marmo". Baldelli ritiene che, "sulla base dei confronti con i reperti sparsi per tutto il territorio dell'impero romano", i resti sotto l'ex Rossi non coincidano con l'aedes Augusti cui accenna Vitruvio, il più grande architetto dell'antichità, "e forse non lo sono affatto". Questa prospettiva induce ora gli esperti a "riflettere sulla topografia della Fano romana", cioè sul suo impianto urbanistico. La cella del tempio è stata riportata alla luce dai saggi effettuati in contemporanea con l'avvio de restauro dell'ex Luigi Rossi, dove la Fondazione Montanari intende realizzare la moderna biblioteca, per commemorare i cento anni di attività. Il costo dell'intervento è stimato in circa 3 milioni e 700.000 euro. Cosa diversa, i lavori all'interrato per ricavarne una sala congressi. Se ne occuperà l'Amministrazione fanese, spendendo circa 700.000 euro.