Ischia. Rocco Barocco non c'è, e per la seconda volta consecutiva va a vuoto il sopralluogo tecnico che avrebbe potuto confermare il presunto abuso edilizio a casa dello stilista, contestato dai carabinieri nei giorni scorsi. Al portone della sua abitazione sulla riva destra, inutilmente ieri mattina hanno bussato i componenti della task force composta da carabinieri e tecnici comunali e - questa volta - anche da un funzionario della soprintendenza. Dopo una breve attesa, alla fine i componenti della squadra antiabusivismo hanno preso atto del fatto che la casa risultava disabitata, e hanno fatto prontamente marcia indietro. Ma lo stilista respinge ogni addebito e tramite il suo avvocato sottolinea che «non è giunta al suo indirizzo alcuna comunicazione circa un'eventuale ispezione nell'abitazione di Ischia». Resta così ancora da definire lo status giuridico del piccolo casotto in mattoni e muratura, segnalato da una denuncia anonima già in occasione del primo intervento effettuato dai carabinieri della stazione di Ischia. Nella impossibilità di accedere al terrazzo di casa Barocco, i sigilli al manufatto non sono stati ancora apposti e il sequestro quindi non può essere considerato a tutti gli effetti, operativo. A carico dello stilista, al momento, esiste agli atti una informativa per presunto abuso edilizio, che i carabinieri per competenza hanno inviato alla procura. Gli investigatori restano in attesa delle decisioni del magistrato in ordine alla richiesta di emissione di un decreto che consentirebbe, a questo punto, di effettuare l'accertamento anche in assenza del proprietario dell'immobile o di un suo legale rappresentante. Il piccolo manufatto, probabilmente un deposito all'interno del quale sono stati stipati alcuni cuscini e un paio di sedie, è stato realizzato in sopraelevazione sul terrazzo del bilocale che venne acquistato nel 1999 da Rocco Barocco all'ultimo piano di uno stabile sulla riva destra del porto d'Ischia. Lo stilista è particolarmente legato all'isola, di cui è testimonial