CAGLIARI A Tom Barrack, proprietario della Costa Smeralda, lo ha già chiesto, con garbo: «Saremmo felici di accettare in donazione i terreni fra Cala di Volpe e Portisco». Renato Soru sentirà anche Silvio Berlusconi; spera di convincerlo a regalare Costa Turchese alla Regione. Di argomenti ne ha soprattutto uno; sui 2600 ettari a Razza di Juncu in Costa Smeralda e sui 450 della famiglia Berlusconi a sud di Olbia, dopo l'approvazione del piano paesaggistico regionale, non si può più costruire nulla. «Con i terreni dei privati e con quelli regionali e comunali spiega il governatore della Sardegna vorremmo far nascere un grande parco costiero pubblico, disponibile per sempre ad usi civici». La Sardegna ha 1800 chilometri di litorali, la Regione possiede più di 20 mila ettari, direttamente o attraverso società controllate, oltre all'isola dell'Asinara. I Comuni ne hanno più di 60 mila, il solo Baunei (costa est, cala Luna, Sisine, Mariolu, Goloritzè) 20 mila. Barrack e Berlusconi sono gli imprenditori più noti, ma Soru si appella a tutti i proprietari e li invita a cedere gratuitamente i terreni alla Conservatoria delle coste, istituita nel 2005 per acquisire i siti di maggior pregio naturalistico, sull'esempio di quanto in Gran Bretagna fa il National Trust e in Francia il Conservatoire du Littoral. E se Barrack, Berlusconi e gli altri proprietari rispondessero no alla donazione? Soru ha una proposta: la Regione è pronta ad acquistare pagando 2 euro e 22 centesimi al metro quadro, cioè al prezzo previsto per i terreni agricoli. E per i siti di particolare pregio anche a far scattare l'esproprio motivato e sarebbe un caso con nessuno o pochissimi precedenti da pubblica utilità per tutela ambientale. C'è chi ha già fatto i conti: i Berlusconi incasserebbero quasi 10 milioni di euro, Bar-rack e i suoi soci più di 55 milioni. Briciole in rapporto a quanto a suo tempo hanno speso per acquisto dei terreni, progettazioni e, soprattutto, alle attese di ricavi e utili. Fra gli altri imprenditori a rischio "donazione", acquisto o esproprio ci sono anche operatori sardi: Sergio Zuncheddu (costa sud est), le famiglie Molinas (Porto Rotondo e Marinella), Tamponi (Golfo Aranci e isola di Molara) e gruppi internazionali come la Palau Golf spa che avrebbe dovuto realizzare su 300 ettari di fronte all'isola di Caprera un grande campo di golf, alberghi e residenze. Il centrodestra innalza barricate: i terreni costieri sui quali non si può costruire saranno facile preda di speculatori internazionali; potranno acquistarli per pochi euro e, passata la "tempesta Soru", aspettare che si modifichi il piano paesaggistico. «Inaudito, si vuole fare della Regione un'agenzia immobiliare protesta Pier Giorgio Massidda, coordinatore di Forza Italia e si torna agli espropri proletari». Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, medico e amico di Berlusconi rincara: «È pura follia. E poi, dia l'esempio: perché non regala la sua villa sul mare e i suoi terreni alla Conservatoria delle coste?». Renato Soru non si scompone: «Se i terreni sono quelli di Scivu (Sardegna sud ovest, ndr), li ho acquistati ben prima di entrare in politica e comunque sono pronto a donarli alla Conservatoria. Quanto alle risorse, i soldi verranno dalla tassa su seconde case, imbarcazioni e aerei. Sì, la cosiddetta e tanto contestata tassa sul lusso: incasseremo più di 200 milioni di euro l'anno; e ne bastano 300 per comprare tutte le coste scampate al cemento».
Ora Soru compra le coste sarde A Berlusconi le chiedo gratis
Il governatore della Sardegna, Renato Soru, ha proposto di donare i terreni costieri della Costa Smeralda e di altre aree a enti pubblici per creare un grande parco costiero pubblico. Ha invitato i proprietari di terreni a cedere gratuitamente i terreni alla Conservatoria delle coste, un'istituzione che si occupa di acquisire siti di pregio naturalistico. Soru ha anche proposto di acquistare i terreni con un prezzo molto basso, di 2,22 euro al metro quadro. Alcuni proprietari, come Silvio Berlusconi e Tom Barrack, hanno rifiutato la proposta, mentre altri, come Sergio Zuncheddu e le famiglie Molinas, potrebbero essere disposti a cedere i terreni.
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