La ricetta di Renato Soru per tutelare i litorali sardi? Farli acquistare dalla Regione e affidarli alle cure di un'Agenzia regionale per la salvaguardia delle coste, sul modello del Conservatoire du litoral francese o del National Trust inglese. Poco importa se i terreni alle spalle della spiaggia (che rientra nel demanio) possono essere di proprietà dei privati. La Regione può acquistarli, se si trova l'accordo, o espropriarli, nell'ipotesi peggiore (per il proprietario). Con questa proposta il presidente della Sardegna ha concluso una maratona di tre giorni di dibattito, in Consiglio regionale, sul piano paesaggistico appena adottato, che vieta nuove costruzioni sulla costa per una profondità di almeno due chilometri. Ad acquistare le zone non più edificabili dovrebbe essere la Conservatoria delle coste, istituita un anno fa a Cagliari per gestire le aree ambientali più importanti dell'isola. A finanziare il tutto, dovrebbero essere invece i proventi delle imposte regionali sulle seconde case e sugli scali di yacht e aerei, introdotte dall'amministrazione sarda prima dell'estate. E per sfuggire alle critiche, Soru ha fatto sapere che sarà il primo a mettere a disposizione della Conservatoria le sue proprietà a Scivu, una delle zone più belle della marina di Arbus. Approfittare del piano paesaggistico regionale appena approvato, che stabilisce il divieto di costruzione lungo il litorale per una profondità di almeno due chilometri, per far acquistare alla Conservatoria delle coste i terreni non più edificabili: un'unica, grande area alle spalle del demanio marittimo costiero (limitato alla spiaggia), da destinare «a usi civici». È la proposta con cui il presidente della Sardegna, Renato Soru, ha concluso in Consiglio regionale l'acceso dibattito (durato tre giorni) sul piano paesaggistico adottato dalla Giunta il 5 settembre (delibera 367). Che non si tratti di un'idea improvvisa, ma di un'intenzione da formalizzare presto in un disegno di legge, sembra confermarlo lo stesso presidente, che ha concluso: «È una proposta su cui il Consiglio può legiferare, e anzi spero che presto possa essere approvata in Giunta». Ad acquisire i terreni, comprandoli o, nei casi in cui non si raggiungesse l'accordo con i privati, espropriandoli, dovrebbe essere la Conservatoria delle coste della Sardegna, istituita un anno fa nella presidenza della Regione per coordinare la gestione delle aree ambientali dìù imoortanti dell'isola. Nel nuovo ufficio lavorano sei persone, compreso il direttore Giovanni Antonio Carta: «L'obiettivo del progetto spiega è arrivare alla gestione integrata tra pubblico e privato delle zone costiere e alla manutenzione programmata delle spiagge, per evitarne l'abbandono. Per il momento stiamo seguendo un progetto sperimentale di questo tipo a Pula, nel Sud dell'isola, con una dotazione finanziaria di un milione di euro». Nei disegni della Giunta Soru, la Conservatoria dovrebbe presto trasformarsi in un'Agenzia per la salvaguardia delle coste, sul modello del «Conservatoire du littoral» francese, ente pubblico creato nel 1975, o del «National Trust» inglese, ente privato senza scopo di lucro fondato a Londra nel 1895. «Il Conservatoire du littoral spiega Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico e firmatario di una proposta di legge regionale che sembra aver ispirato Soru ha assicurato in Francia la protezione di 75mila ettari di litorale e rive lacustri. Sarebbe utile replicare questa esperienza in Sardegna». Per finanziare il piano di acquisto dei terreni da assegnare all'Agenzia per la salvaguardia delle coste, l'amministrazione farebbe affidamento sui proventi delle imposte sulle seconde case e sugli scali di yacht e aerei privati, istituite con la legge regionale 406. Già su questo provvedimento, però, pende il ricorso del Governo alla Corte costituzionale. Per respingere eventuali accuse sul conflitto di interessi, poi, Renato Soru ha fatto sapere che metterà a disposizione della Conservatoria delle coste il terreno che possiede a Scivu e che rinuncerà, in base al nuovo piano paesaggistico regionale, alla costruzione di un albergo in un altro terreno di sua proprietà nel comune di Arbus. La nuova idea di far acquistare alla Regione ampie porzioni di costa da tutelare nasce infatti come complemento del piano paesaggistico fortemente voluto da Soru: in base alle nuove disposizioni, non è possibile costruire edifici in una fascia costiera mediamente profonda due chilometri (che arrivano a quattro, in alcune zone). L'attività edilizia saràpossibile nei centri abitati lungo il litorale, a condizione che le amministrazioni si dotino di un piano urbanistico comunale. Nelle campagne sarà possibile costruire solo case di abitazione per gli imprenditori agricoli, per cui sarà indispensabile la residenza rurale, mentre viene bloccata la proliferazione di nuove costruzioni.
Soru inventa il demanio sardo sulle coste
Il presidente della Sardegna, Renato Soru, ha proposto di acquistare le zone non più edificabili lungo il litorale sardo per tutelarli e farli gestire dall'Agenzia regionale per la salvaguardia delle coste. La Regione potrebbe acquistare i terreni con l'accordo dei proprietari o espropriarli. La proposta è stata presentata dopo la discussione sul piano paesaggistico regionale, che vieta nuove costruzioni sulla costa per una profondità di almeno due chilometri. La Conservatoria delle coste, istituita un anno fa, dovrebbe gestire le aree ambientali più importanti dell'isola.
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