I ladri abbattono una scultura funeraria del secondo secolo dopo Cristo SCEMPIO al parco dell'Appia Antica. Una delle ultime tre statue funerarie originali ancora conservate ai bordi della Regina Viarum è stata spezzata e buttata a terra dopo un tentativo fallito di furto. L'opera, in marmo bianco, del II secolo dopo Cristo, rappresenta un togato, probabilmente un magistrato, dalle dimensioni leggermente superiori a quelle naturali. I guardaparco l'hanno trovata ieri pomeriggio in uno dei soliti giri di perlustrazione, all'altezza di via di Fioranello, dalla parte destra dando le spalle al centro della città. Ma ci sono testimoni che raccontano di aver visto la statua sfregiata dalle 7.30 della mattina. Questo tratto dell'Appia, appena prima delraccordo anulare interrato, è stato restaurato da poco, grazie ai fondi del Giubileo del 2000, che hanno consentito di riportare alla luce intere sezioni di basolato e, dove inesistente, di ricostruire la pavimentazione con i sampietrini, naturali eredi dei basoli fatti di pietra vulcanica. Non a caso l'Appia Antica si trova sopra il fronte della colata lavica dell'antico vulcano laziale. «Non è un atto di vandalismo dice sicura l'archeologa Livia Giammichele, insieme a Rita Paris funzionaria di zona dellaSoprintendenza archeologica di Stato ma un furto commissionato, perché queste opere sono molto richieste sul mercato dell'antiquariato». L'ipotesi è che i ladri abbiano fatto una grande fatica a staccare la statua dalla base di marmo dove era fermata con grappe di ferro. «Probabilmente prosegue Livia Giammichele, che ha presentato denuncia all'autorità giudiziaria la statua è stata imbracata male ed è caduta. A questo punto i ladri hanno avuto paura, oppure sono stati disturbati e sono scappati». Il valore che la soprintendenza da alla scultura è di 150.000 euro, il prezzo di una produzione di routine, perché queste statue erano un po' l'equivalente delle lapidi di lusso della nostra epoca. Ma sul mercato antiquario questo prezzo è destinato a lievitare. L'opera è stata portata alla Villa dei Quintili per i restauri, come successe anni fa dopo un furto analogo. Anche stavolta, come allora, la statua verrà poi ricollocata nel suo sito. «E' cosi che l'ha pensata il Canina dice l'archeologa Giammichele quando, ai primi dell'Ottocento, curò la sistemazione storica dell'Appia Antica, l'assetto che ancora oggi ci godiamo. La statua proveniva sicuramente da qualche monumento funerario della zona».