Oltre mille invitati all'inaugurazione. La "lezione" di Sgarbi, poi i primi fortunati entrano alla mostra Nell'ellittico recinto dell'Arena romana va in scena la lezione del sopraffino Vittorio Sgarbì che vi fa atterrare il divino Andrea Mantegna, partito da questo mondo 500 anni fa. Il sole bacia ancora per una manciata di minuti la trifora sulla facciata della cappella Scrovegni, mentre il grande rosone degli Eremitani, occhieggiando tra i pini, veglia gli oltre mille invitati, molti in piedi, che attendono di udire cose mirabili sul "genius loci", capace di svegliare il mondo dal sonno del Medioevo. E non saranno delusi, dopo i saluti del sindaco Flavio Zanonato, d'una emozionata Monica Balbinot, dell'assessore regionale Luca Zaia, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Antonio Finottì, del direttore dei Musei Davide Danzato, d'ascoltare il verbo dalla bocca, dapprima di Mario Botta, che ha curato l'allestimento della mostra, e poi del presidente del Comitato per le celebrazioni mantegnesche Vittorio Sgarbi. Che hanno dato i primi lusinghieri risultati: 100mila prenotazioni nei musei di Mantova (60mila), Verona e Padova, 20mila a testa. Mario Botta ha detto d'avere dato il meglio dì sé per ricreare un ambiente capace di emozioni a opere decontestualizzate dal loro ambiente. «Stiamo celebrando il valore massimo della polis - ha detto - in una ricerca di identità della storia, anticorpo contro la banalizzazione del moderno». Vittorio Sgarbi ha legato Francesco Petrarca, capace di ridare dignità alla storia antica, ad Andrea Mantegna, che ha ricreato nelle sue opere, che sono pittura, scultura e architettura, la nostalgia del passato che parlava di dei ed eroi. «Proprio in quest'area dove siete seduti - ha spiegato - si è realizzato il sogno di Giotto, con la sua cappella, divenendo il primo primo pittore moderno, e di Mantegna, il primo pittore antico: l'uomo negletto dal medioevo». E giù, dopo avere parlato della grandezza dell'evento padovano, mostra e rinascita della cappella Ovetari, ad inveire contro "la follia della Sovrintendenza che ha proposto la camera iperbarica per l'ingresso agli Scrovegni. Giotto vuole essere preso davanti, non di dietro». Dopo, pur quando si presentarono ulteriori progetti. Anche lo spazio del museo padovano va stretto a Sgarbi, che poi ha chiesto a Zaia l'istituzione d'una Sovrintendenza regionale e, ringraziando il vicepremier Rutelli. ha invitato a creare un ministero del Turismo separato da quello dello spettacolo.