Non è più l'Ara Pacis. Per "Italia Nostra" è ormai diventata «l'Ara senza pace». Un'odissea continua, dicono i membri della più nota associazione ambientalista italiana, che può conoscere la fine solo con il blocco dei lavori. Bisogna chiudere il cantiere. Ecco perché ieri, carte alla mano, la sezione romana di Italia Nostra ha convocato tutti: autorità, cittadini, gruppi di quartiere, stampa ed esperti di urbanistica. Da Vittorio Sgarbi ad Antonio Giuliano, da Pao lo Portoghesi ad Alberto Arbasino. L'Agenzia per la città dell'architetto Cristiano Rosponi e Leon Kriér. Il disegno dell'architetto americano Richard Meier va fermato. Il rischio è che piazza Augusto Imperatore diventi una sorta di Disneyland nel centro di Roma. Troppo. Per gli abitanti del centro storico, per gli amanti dell'arte, per i nostalgici di un passato che ha reso questa città un gioiello del mondo intero. «Fermiamo i lavori del secondo lotto del progetto dell'Ara Pacis», ha lanciato l'appello Gemma Umani Ronchi, delegato di Italia Nostra per il centro storico; «un piano che prevede parcheggi, servizi commerciali, nuove strutture e giochi d'acqua che mettono in serio pericolo non solo l'identità storica di Roma, ma danneggiano le rilevanze archeologiche di piazza Augusto Imperatore, come il Porto di Ripetta». «Chiediamo un blocco del cantiere e la modifica del progetto», ha incalzato Giorgio Muratore, consigliere della sezione romana dell'associazione ambientalista. La protesta è unanime: Ara Pacis uguale «cantiere impazzito». Perché il Sovrintendente Adriano La Regina risponde: «Ho cose più importanti cui pensare?». «Spostiamo il monumento in una collocazione più consona, per esempio nel cortile di palazzo Fiano o a piazza del Parlamento». «Non credo che la questione dell'Ara Pacis sia un problema di bello e brutto», ha spiegato Renato Nicolini, ex assessore capitolino alla Cultura ed ex direttore del Palazzo delle Esposizioni. «La faccenda è stata impostata male sin dall'inizio. Non si può pensare di risolvere i problemi a colpi di grandi firme, infatti il progetto di Richard Meier è uno dei peggiori che l'architetto potesse escogitare. Per esempio il progetto della chiesa di Tor Tre Teste è infinitamente più bello e più appropriato dell'Ara Pacis». Il centro di Roma continua ad essere vittima di devastazioni», ha continuato Nicolini, «mentre avrebbe bisogno di interventi qualificati che restituiscano la caratteristica di continuità architettonica tra passato e presente che ha sempre reso unica la città di Roma, Assistiamo ad interventi spot nei confronti della città, come 1'Auditorium di Renzo Piano, con il quale si vorrebbe riqualificare il quartiere del Villaggio Olimpico. Si vorrebbe risolvere il problema dell'Eur con la Nuvola di Fuksas, mentre Roma non ha bisogno di questi professionisti dell' architettura che schizofrenicamente si palleggiano i concorsi. Ne escono fuori degli isolati villaggi "potemkin" per il passaggio dell'imperatore». Il problema è che la commissione dell'Ara Pacis è formata da figure burocratiche che non hanno certo elaborato scritti teorici e scientifici sull'argomento. L'assessore capitolino al traffico Di Carlo dovrebbe sapere che un parcheggio genera traffico». Reazioni anche da parte del consigliere regionale di An, Fabio Rampelli. «E' un disastro cosmico per noi non poter intervenire per salvare piazza Augusto Imperatore», ha dichiarato. «L'unica strada possibile a questo punto è la mediazione, il dialogo. Si mettano intorno ad un tavolo Meier, la compagnia d'Appalto dei lavori, la Corte dei Conti e non da ultimi Veltroni e Urbani. «Non si può realizzare una bruttura solo perché è faticoso trovare ora una soluzione alternativa possibile». La battaglia prosegue.
Italia Nostra va all'assalto del cantiere dell'Ara Pacis
I membri della sezione romana di Italia Nostra hanno convocato una riunione per discutere il progetto dell'Ara Pacis, che prevede la costruzione di parcheggi, servizi commerciali e nuove strutture in piazza Augusto Imperatore. L'associazione ambientalista ha lanciato un appello per fermare i lavori del secondo lotto del progetto e richiede la modifica del progetto. I membri di Italia Nostra sostengono che il progetto metterebbe in pericolo l'identità storica di Roma e danneggierebbe le rilevanze archeologiche della piazza. La protesta è unanime, con anche il sostegno di esperti di urbanistica e artisti.
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