CARO Augias, quando ho letto su Repubblica l'articolo di Salvatore Settis che denunciava il tentativo di introdurre il silenzio assenso della pubblica amministrazione a proposito dei Beni Culturali, mi sono sentito un brivido lungo la schiena. Ma come, abbiamo scampato per un capello che un simile obbrobrio lo facesse il governo di centrodestra (che a tutto pensava meno che ai Beni Culturali) e adesso ci ricadiamo con il governo di centrosinistra? Dopo il brivido mi sono anche molto arrabbiato con il ministro per la Funzione Pubblica Luigi Nicolais. Bene hanno fatto a protestare le associazioni ambientaliste e culturali, mi ha rassicurato (fino a un certo punto) la risposta del vicepremier Francesco Rutelli, mi è piaciuta quella secca di Legambiente che ha ricordato come il precedente governo ha provocato enormi danni sia con i suoi numerosi condoni sia aprendo la strada alla vendita dei beni di proprietà dello Stato. Dunque per il momento il pericolo pare scongiurato ma resto rassicurato solo a metà. Confesso di aver subodorato in una proposta così grottesca un tentativo non limpidissimo: sospetto che l'uscita del ministro Luigi Nicolais, sia stato un ballon d'essai per vedere quali reazioni ci sarebbero state di fronte a una tal proposta, insultante per tutti quelli che hanno a cuore i beni culturali del nostro povero paese. Lavoro nell'ambiente, ometta la firma per cortesia. Lettera Firmata ANCHE a me la proposta Nicolais ha fatto correre lo stesso brivido, e non è detto che sia finita lì. Un membro del governo che ha l'altisonante titolo di «ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica amministrazione» propone il silenzio-assenso e cioè: se le istituzioni preposte non rispondono a una richiesta di costruzioni o ristrutturazioni o altre modifiche immobiliari entro una certa data, la domanda s'intende accettata compresa la possibilità di aggirare vincoli e tutele del patrimonio artistico e del paesaggio. Il ministro sa in quali condizioni miserande di mezzi e di organico siano ridotte le amministrazioni periferiche dello Stato in quel campo? Non conoscevo Nicolais e mi sono un po' informato. E' nato in provincia di Napoli nel 1942, è Presidente di Città della Scienza, ex assessore alla Ricerca della Regione Campania, professore ordinario di tecnologia dei polimeri alla Federico II di Napoli. E'un 'diessino' ma ha collaborato con il ministro Letizia Moratti come coordinatore per lo sviluppo dei distretti tecnologici nel Sud. In una lettera indirizzata a Repubblica s'è giustificato scrivendo, santa ingenuità, che voleva solo sveltire le pratiche. Questa la sua prosa: «Partendo dal dato di fatto che il disegno di legge in questione non è stato presentato, ma è ancora in fase di predisposizione, vorrei chiarire che nell'ambito di una filosofia di fondo che punta a semplificare e velocizzare le procedure amministrative a carico delle imprese, si era previsto di demandare le scelte relative al campo di applicazione del silenzioassenso e della denuncia di inizio attività alle amministrazioni di settore, in base alle opportune riflessioni di merito, competenze e conoscenze difficilmente riconducibili ad una norma di indirizzo generale». In sede di riesame sarà opportuno partire dalla sintassi.