Chiamata in causa direttamente su "Repubblica" di ieri dal presidente di Italia Nostra Donatone in merito all'infelice vicenda dell'Auditorium di Ravello, ritengo indispensabile una risposta. La vicenda inizia con l'Accordo di Programma stipulato nel 2004 a seguito di una Conferenza di Servizi, che approvò il progetto dell'Auditorium di Ravello, ritenendolo conforme a norme e regolamenti e in particolare al Piano Urbanistico Territoriale dell'area sorrentino-amalfitana. All'epoca non era vigente la nuova legge urbanistica regionale, né tantomeno ero io l'assessore all'Urbanistica, né era ministro all'Ambiente l'on. Pecoraro Scanio. Trovo inutile l'attacco riferito alle attuali competenze e rivolto alla mia persona e al ministro, intravedendo nella posizione di Donatone il cattivo vezzo di cavalcare le questioni della cronaca giornaliera che di volta in volta trovano spazio sui media. Da parte mia preferisco impegnarmi nel mi rendo conto oscuro lavoro quotidiano foriero, per fortuna, di durature norme, nel caso specifico di governo del territorio. Ma, a ulteriore chiarimento, mi fa piacere precisare che per me l'unico percorso giusto per qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere sul territorio è quello di rispettare in pieno le norme vigenti, come ho sempre ribadito, non ultimo nel mese di agosto proprio sulle pagine di "Repubblica". Assessore regionale all'Urbanistica