Giordania. Si trova nella zona di Shawbak, anticamente detto di Montreal. Fu conquistato dal Saladino GLI archeologi fiorentini restaurano il più famoso castello crociato in Giordania, a pochi chilometri da Petra, in una località che si chiama Shawbak. E' un insediamento medievale fra i più importanti dell'intero Medioriente e sarà studiato e valorizzato sulla base di un progetto dell'università di Firenze in accordo con il Department of Antiquities della Giordania. Il protocollo è stato firmato ieri dal rettore Augusto Mannelli e dal direttore generale del dipartimento e vice ministro Fawwaz Khraysheh. Da vent'anni a Petra opera una missione archeologica dell'ateneo, guidata da Guido I Vannini, professore del Dipartimento di studi storici e geografici, che ha studiato il sistema dei castelli feudali nell'area corrispondente all'antica Signoria di Transgiordania. «Il sito di Shawbak - spiega il docente - è un immenso archivio materiale che si estende almeno per 1.600 anni, perché abbraccia l'epoca romana e bizantina, fino a quella ottomana, ma soprattutto è uno dei rari esempi di castello crociato rioccupato, all'indomani della sconfitta inflitta all'esercito crociato dal Saladino». Per la ricerca, gli archeologi fiorentini utilizzeranno tecniche della cosiddetta archeologia leggera, cioè basata su letture stratigrafiche di superficie e degli elevati, «con sondaggi mirati su aree campione». Il castello di «Montreal», così veniva chiamato Shawbak in epoca crociata, difendeva non solo i centri del potere politico e religioso, ma anche un cospicuo insediamento civile.