DARANNO battaglia. Prima nei consigli comunali di Monteroni, Murlo e Sovicille, con una pioggia di osservazioni dopo l'adozione delle varianti che dovrebbero allargare la destinazione d'uso degli immobili di Bagnaia da alberghi a residence, case vacanze e multi-proprietà. Poi, se sarà necessario e possibile, ricorreranno alla giustizia amministrativa, dal Tar in su, per scongiurare lo «scempio edilizio su vaste aree di paesaggio rurale» della val di Merse e per ottenere «la cancellazione o almeno il netto ridimensionamento di tutta l'operazione immobiliare connessa al golf», che alla fine dovrebbe aggiungere 65.000 metri cubi di costruzioni a quanto già esistente e in parte recuperato. Così promettono gli oppositori. --------------- ' 'Bagnaia, violata la legge regionale' ' L'opposizione prepara osservazioni alle varianti e ricorsi al Tar CONTRO l'operazione immobiliare in Val di Merse si sono già pronuncianti esponenti della Margherita e ambientalisti, ma è Rifondazione Comunista che marcia spedita. Sta concludendo il lavoro di preparazione delle osservazioni alle varianti in vista dei passaggi nei consigli comunali e nei prossimi giorni acquisirà una consulenza giuridica per valutare la possibilità dei ricorsi amministrativi. Gli oppositori al progetto confidano infatti che le nuove varianti possano rivelarsi un boomerang per chi le propone, riaprendo termini scaduti di opposizione amministrativa su aspetti ritenuti illegittimi. Secondo Rifondazione Comunista le prime varianti, quelle che nel 2001 davano il via libera al recupero e alla costruzione di immobili, sono state adottate in violazione di almeno un paio di norme regionali. Non solo sarebbe stata bellamente ignorata la deliberazione di Giunta regionale 64698, che ammette la pianificazione di impianti di golf solo in sede di Prg e non con variante urbanistica, ma soprattutto si sarebbe soprasseduto sul rispetto del combinato tra la stessa deliberazione 64698 e l'articolo 5 della legge 595, che consentono nuovi impegni del suolo e nuove volumetrie solo commisurati alle effettive necessità e solo dopo aver dimostrato che il recupero dei volumi esistenti non è possibile e sufficiente. Come se non bastasse, l'accordo promosso dalla Provincia di Siena, che consente l'estensione della destinazione d'uso degli immobili di Bagnaia ad «attrezzature turistiche-ricettive», appare poco in sintonia con il piano territoriale di coordinamento della stessa Provincia, che ingloba una allarmata scheda dell'architetto Paola Jervis. «Le previsioni di attrezzature turistiche-ricettive - scrive l'architetto - prevedono spesso un forte consumo di suolo per nuove costruzioni, che vanno valutate attentamente in quanto possono risultare in contrasto con i principi della legge regionale 595 e con gli obiettivi del piano territoriale di coordinamento. In qualche caso nascondono vere e proprie lottizzazioni estensive». Ma per gli enti locali senesi non è evidentemente il caso di Bagnaia. Le nuove varianti si limitano ad ampliare la destinazione d'uso degli immobili e non cambiano le volumetrie concesse nel 2001, ma gli oppositori al progetto confidano che con le procedure urbanistiche si riaprano anche i termini per incorsi amministrativi contro l'intera operazione. Sempre che nel frattempo i consigli comunali non accolgano le istanze politiche che discendono dalla valutazione delle realizzazioni e delle gestione di Bagnaia in questi anni. «Intanto si faccia il campo da golf e si renda credibile il progetto imprenditoriale portando a regime gestionale quanto è stato finora costruito, recuperato ma che è ancora sotto utilizzato-dicono voci critiche - poi, prima di confermare l'autorizzazione a nuove costruzioni e quindi nel rispetto delle legge, si recuperino le volumetrie fatiscenti ancora presenti nell'area». Originariamente erano 41.000 metri cubi nell'area nord, quella turistico-alberghiera, che sono stati recuperati. Ma ci sono altri 38.000 metri cubi di casolari fatiscenti sulla collina a sud, in mezzo alla riserva di caccia dove scorrazzano i caprioli e nei pressi del quattrocentesco castello di Frontignano, che la proprietà si è ufficialmente impegnata a destinare al servizio del piano di miglioramento agricolo, mentre il sito di Bagnaia annuncia di voler recuperare ad «abitazioni private» assieme al maniero. E' l'ennesima contraddizione sulla quale gli oppositori al progetto chiedono di fare chiarezza.
La vicenda di Bagnaia. Gli oppositori si preparano a ricorrere al Tar
Gli oppositori al progetto di Bagnaia, che prevede la costruzione di nuove attrezzature turistiche-ricettive e la destinazione d'uso degli immobili di Bagnaia ad alberghi, case vacanze e multi-proprietà, hanno presentato osservazioni alle varianti approvate dai consigli comunali di Monteroni, Murlo e Sovicille. Secondo gli oppositori, le varianti sono state adottate in violazione di norme regionali e consentono lo scempio edilizio su aree di paesaggio rurale. Gli oppositori promettono di ricorrere alla giustizia amministrativa se necessario e di ottenere la cancellazione o il ridimensionamento dell'operazione immobiliare.
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