La tormentata vicenda del cosiddetto (dirò più avanti perché) "Auditorium" di Ravello - ieri un'altra tappa con il no del Tar alla richiesta di sospensiva che il sindaco di Ravello aveva presentato per il commissario ad acta inviato dalla Regione e il rinvio quindi alla decisione finale in camera di consiglio il 28 settembre - sta facendo registrare nel nutrito dibattito in corso sulla stampa una serie di distorsioni della verità, di mistificazioni e nei casi migliori di disinformazione. Reputo perciò necessario riepilogare - oltre alla posizione di Italia Nostra, che è stata oggetto di attacchi da parte di politici, di amministratori regionali, del sociologo De Masi, presidente della Fondazione Festival di Ravello, e perfino di ambientalisti in servizio e fuori servizio, come Ermete Realacci perché approdati a cariche parlamentari sfruttando il trampolino ecologista - gli aspetti urbanistici, giuridici e "culturali" del problema. Innanzitutto le contestazioni sollevate da Italia Nostra non afferiscono ai temi dell'architettura, come strumentalmente continuano ad affermare in molti, bensì alla compatibilità urbanistica del progetto dell'Auditorium che risulta in contrasto con la disciplina della legge regionale 3587 (Put della costiera sorrentino-amalfitana). Con sentenza depositata il 3-5-2005 il Consiglio di Stato, annullando quella del Tar di Salerno del 9-8-2004, non è entrato nel merito della conformità urbanistica contestata nel ricorso di Italia Nostra, ma si è limitato a evidenziare la mancata notifica del ricorso al ministero per i Beni culturali, e solo perciò ha annullato la predetta sentenza del Tar. Restano pertanto ancora perfettamente valide e cogenti le conclusioni dello stesso Tar, che ha deciso in maniera chiara e indiscutibile: cito testualmente «l'opera in questione non è conforme alle prescrizioni dettate dal Put per l'area di riferimento». Nella stessa sentenza viene precisato che il predetto Put individua in altra zona la possibilità di "attrezzature culturali" come l'Auditorium; infine ha anche stabilito che la localizzazione dell'opera nel sito prescelto attualmente deve necessariamente passare per una variante al Put, che per legge richiede l'approvazione del Consiglio regionale. Pensano gli amministratori regionali che Italia Nostra, che ha sempre lottato per il rispetto della legalità, si lasci intimidire e rinunci a muoversi anche sul piano della denuncia penale (come ha fatto per il cosiddetto restauro della Villa Comunale di Napoli) se inizieranno i lavori di un Auditorium da considerare abusivo in presenza della sentenza del Tar? Non tutti sanno che l'operazione costituisce una mistificazione: Ravello ha bisogno di una struttura per congressi usufruibile d'inverno, stagione nella quale è impensabile che qualcuno si avventuri nelle brume di Ravello per ascoltare musica di cui già esiste un'ampia offerta a Napoli: qui l'Associazione Scarlatti è costretta a tenere i concerti nel cinema Delle Palme proprio per mancanza di un auditorium! De Masi, che persegue l'inconsulto progetto di far diventare Ravello una «nuova Las Vegas aperta 365 giorni all'anno» (vedi "Repubblica-Napoli" del 22-5-2005) ha orchestrato una campagna mediatica anche autoreferenziale che ha procacciato il finanziamento di 18,5 milioni, ottenibile solo spacciando per "auditorium" una struttura che servirà per comuni riunioni congressuali di categorie professionali. A questo punto chiediamo di sapere per quale motivo l'assessore regionale all'urbanistica, Cundari, non impone che la variante per Ravello venga sottoposta al Consiglio regionale; e chiediamo di conoscere al riguardo la posizione del ministro per l'Ambiente Pecoraro Scanio. Sul piano politico-istituzionale ha anche destato sorpresa e sconcerto l'atteggiamento del presidente della giunta regionale Bassolino, che ha prevaricato l'amministrazione comunale di Ravello, costretta a presentare ricorso contro l'invio di un commissario ad acta presso il Comune. Infine allo stesso Bassolino chiediamo di rendere noto l'ammontare dei finanziamenti erogati dalla Regione Campania negli ultimi tre anni a Legambiente, che sulla vicenda Auditorium si è posta in aperta polemica con un'altra associazione ambientalista nazionale come Italia Nostra. L'autore è presidente di Italia Nostra Napoli
II falso Auditorium della fredda Ravello
Il sindaco di Ravello ha presentato una richiesta di sospensiva per il progetto dell'Auditorium, ma il Tar ha respinto la richiesta. La vicenda sta causando un dibattito sulla stampa, con accuse di distorsioni della verità e disinformazione. Italia Nostra ha presentato un ricorso contro il progetto, affermando che non è conforme alle prescrizioni del Put della costiera sorrentino-amalfitana. Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar, ma ha anche evidenziato la mancata notifica del ricorso al ministero per i Beni culturali. Il progetto dell'Auditorium è stato finanziato con 18,5 milioni di euro, ma la sua localizzazione è stata contestata per essere in contrasto con la disciplina urbanistica.
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