Alta Velocità, le austostrade Due Mari e la Tirrenica, non convincono molto sia Rifondazione Comunista, che i Comunisti Italiani. I due partiti della sinistra di opposizione e maggioranza, nei giorni scorsi, avevano chiesto che sulle infrastrutture ritorni ad occuparsi il consiglio regionale con un dibattito più serrato. La replica del governatore toscano, Claudio Martini, non si è fatta attendere nel corso del consueto briefing del lunedì con i giornalisti. Pronto a riparlarne, ma «non chiederò che si fermi tutto» ha precisato il presidente della giunta regionale. Un modo chiaro ed inequivocabile per dire che non si torna indietro, specie ora che ha avuto le rassicurazioni del ministro Antonio Di Pietro sulla realizzazione del nodo fiorentino dell'Alta Velocità e trovato l'accordo politico sulla Tirrenica e la Due Mari. «Se ci sono richieste di chiarimenti e inviti a parlarne, non mi sottrarrò a farlo in Consiglio » ha aggiunto Martini. Anche se il Piano regionale di sviluppo indica già chiaramente le priorità sulle infrastrutture «e il presidente e la giunta si stanno muovendo in quelle direzioni» insiste sempre Claudio Martini. In particolare sulla Tav «si è già svolta la gara, la commissione sta valutando i progetti e il ministro Di Pietro ha assicurato che le richieste sono già in competenza» spiega il presidente toscano. A questo punto cosa dovrebbe fare la Regione? Chiedere di annullare la gara? «Io non lo farò, non chiederò che tutto si fermi » dice Martini, forte dei documenti consiliari che «dicono di andare avanti». Come sulla autostrada Tirrenica «il nostro Piano regionale di sviluppo dice che bisogna realizzarla» precisa il governatore, ricordando il via libera della Commissione di impatto ambientale sul tracciato deciso dalla Regione, la possibilità di coinvolgere i privati nella sua fattibilità, ipotesi che trova concorde anche il governo «mentre l'adeguamento dell'Aurelia ricadrebbe interamente sulle casse pubbliche» replica Martini. Insomma,«cosa dovrei fare?Cambiare il Prs» si chiede il presidente. Nel luglio scorso, proprio su questo documento ci furono delle prove di riavvicinamento con Rifondazione (che si astiene ) mentre la maggioranza approvava un suo ordine del giorno.