ROMA Per adesso il pericolo è scongiurato, il ministro della Funzione Pubblica ha fatto marcia indietro, ma non c'è da stare tranquilli, perché quella norma, sotto altre dizioni e altre bandiere, prima o poi rischia di saltare fuori di nuovo. Parliamo del silenzio-assenso sui beni culturali, legge famigerata bocciata dall'opposizione negli anni del governo Berlusconi, ma riproposta adesso, come ha denunciato ieri sulle pagine di "Repubblica" Salvatore Settis, da un ministro della maggioranza di centrosinistra, il responsabile della Funzione Pubblica Luigi Nicolais. Il senso è sempre lo stesso: utilizzare la norma del silenzio-assenso, ossia la mancanza di risposta da parte delle istituzioni entro una certa data, per poter aggirare vincoli e tutele del patrimonio artistico e del paesaggio, e costruire così liberamente in aree che dovrebbero essere invece conservate e protette. La tempestiva denuncia di Salvatore Settis, che presiede anche il consiglio nazionale del ministero dei Beni Culturali, ha portato Nicolais a chiarire che il disegno di legge non è stato ancora presentato, e che «trattandosi di un provvedimento in iti-nere», tutta la materia verrà rinviata «ad un ulteriore approfondimento con gli altri ministri». La denuncia di Salvatore Settis sul progetto della Funzione Pubblica, ha però fatto tornare alto l'allarme. Pur con posizioni diverse. Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. attraverso una nota dell'ufficio stampa, ha infatti ribadito il proprio dissenso alla normadel silenzio-assenso, precisando però che «pur essendo appropriate le considerazioni del professor Settis, paiono premature le sue preoccupazioni», perché il disegno di legge non è ancora stato esaminato dal Consiglio dei Ministri. Ben più dura la reazione di Legambiente che parla di rischio «di nuovi scempi per l'Italia», e di un esecutivo che si muove «con la medesima logica che ha portato il governo precedente a varare il condono edilizio e ad aprire là strada alla alienazione dei beni di proprietà dello Stato, delle Regioni, dei Comuni». «Sarebbe gravissimo che il centrosinistra facesse quello che ha fatto il centrodestra», rilancia il senatore della Margherita Francesco Ferrante, mentre il segretario dei Verdi Bonelli, chiede esplicita mente di bloccare la norma ricordando che «la tutela del patrimonio paesaggistico e culturale è una priorità dell'Unione». Con una nota Gennaro Migliore, presidente dei deputati di rifondazione comunista, si rivolge al responsabile della riforme nella pubblica amministrazione: «II governo dell'Unione scrive Migliore che ha fatto della discontinuità con le politiche di Berlusconi la sua ispirazione principale, non può pensare di proporre una della più odiose vessazioni del territorio e del patrimonio culturale italiano come quella contenuta nella norma del silenzio-assenso».
Silenzio-assenso sui beni culturali Rutelli boccia, e ora Nicolais frena
Il ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais, ha fatto marcia indietro su una norma che prevedeva l'uso del silenzio-assenso per aggirare vincoli e tutele del patrimonio artistico e del paesaggio. La norma era stata proposta dal ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, ma è stata bocciata dall'opposizione. Salvatore Settis, presidente del consiglio nazionale del ministero dei Beni Culturali, ha denunciato la norma e ha fatto tornare alto l'allarme. Il governo centrosinistra ha ribadito il proprio dissenso alla norma, ma il disegno di legge non è ancora stato esaminato dal Consiglio dei Ministri.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo