Quaranta minuti di presentazione e poi, al via dell'architetto Claudio Rebeschini, si accendono le luci e tutti col naso all'insù a pigiarsi per ammirare le meraviglie della Cappella Ovetari. Il chiacchiericcio generale è di approvazione per l'opera eseguita che ha, finalmente, ridato dignità a quell'angolo negletto della chiesa e visibilità al ciclo pittorico del Mantegna. I colori risultano sostanziosi, l'invaso è luminoso e terso, i presenti sorridono per il tesoro ritrovato, risultato di un intreccio tra proiezione virtuale e recupero reale dei frammenti recuperati dopo il bombardamento del 1944. La gente ha riempito per buona parte, ieri sera, la chiesa degli Eremitani per sentirsi dire che Padova è grande nel suo genio di Isola di Carturo. E così è rimasta attenta: il semplice cittadino, il cattedratico, il cultore d'arte, le autorità, ad ascoltare il modo con cui si è concretizzato il sogno. Interventi rapidi, grazie a un essenziale Maurizio Cecconi, che ha dato la parola ai protagonisti dell' avventura. In primis al vescovo Antonio Mattiazzo. «Attorno all'arte riusciamo a trovarci - ha detto - a quell'arte che esprime i valori dell'uomo, la fede e la speranza. Mi sento molto impegnato perché questa chiesa ritorni luogo di fede e di meditazione». L'evento è stato salutato dal sindaco Flavio Zanonato. che ha ringraziato tutti, specie i restauratori, per il lavoro immenso concluso, ricordando come Padova sia stata il crocevia della cultura del Quattrocento. Più spazio ha "rubato" il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Antonio Finotti, e aveva ragione, visto che il "Progetto Mantegna" è stato finanziato proprio dal suo ente. E ha dato un importante annuncio: «L'altro venerdì il consiglio d'amministrazione della Fondazione ha deciso di promuovere i più opportuni accertamenti e studi per individuare la possibilità, grazie all'anastilosi informatica del professor Domenico Toniolo, di ricomporre la parete sinistra della cappella». Per Finotti una scommessa vinta, quasi un miracolo. «Non tutti credevano nel 1998 - ha detto il rettore dell'Università Vincenzo Milanesi - che l'applicazione del metodo avrebbe funzionato. Stasera c'è la soddisfazione del successo». Da un'emozionata Anna Maria Spiazzi, sovrintendente, le parole di gioia per la notizia che il lavoro proseguirà e l'augurio che i giovani artisti rimangano in Italia, senza dover finire all'estero. La studiosa Alberta De Nicolò Salmazo ha parlato di impressione ed emozione nel vedere collocati i frammenti. «Il lavoro consente di aprire nuove pagine sul primo Mantegna e sui suoi collaboratori, dandone un volto più certo». La chiusura di Claudio Rebeschini, che ha curato l'intervento architettonico sulla cappella: «Siamo uomini fortunati perché il parroco ci ha dato le chiavi per intervenire, si sono incrociati momenti positivi e l'angelo custode è stata la Fondazione. Ricominciamo il cantiere con il cuore rinfrancato». Il pubblico potrà visitare la cappella da sabato, così come la mostra che aprirà ai Musei Civici Per presentarla alla stampa arriva stamattina in città il ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli.
Padova. La Cappella Ovetari è rinata con i frammenti ricomposti
La Cappella Ovetari di Padova è stata inaugurata dopo un lungo restauro. L'architetto Claudio Rebeschini ha presentato l'opera, che ha riportato dignità all'angolo negletto della chiesa. I presenti hanno apprezzato i colori e la luce della cappella, che è stata realizzata grazie a un'intreccio tra proiezione virtuale e recupero reale dei frammenti recuperati dopo il bombardamento del 1944. Il vescovo Antonio Mattiazzo ha detto che l'arte esprime i valori dell'uomo, la fede e la speranza.
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