FIRENZE È stato scoperto un Botticelli sconosciuto. Una testa di bambino tracciata su carta con la punta di pennello intriso nella biacca, una testa individuata nella sua importanza dalla storica dell'arte Lorenza Melli (l'allieva di Mina Gregori che si occupa del «nucleo italiano» del Fondo Reale di Dresda). L'opera è tra i «gioielli» della mostra «Botticelli, Verrocchio ed oltre. Disegni italiani del Quattrocento» che apre venerdì a Firenze, all'Istituto Olandese di storia dell'arte: una cinquantina di fogli scelti dalla curatrice nell'ambito della ricchissima collezione reale di Dresda (iniziata nel 1720 dal principe Federico Augusto di Sassonia). A Firenze sarà possibile, spiega il direttore dell'Istituto Bert Meijer, «essere accompagnati in un viaggio immaginario nell'Italia del Quattrocento tra capolavori e fogli di bottega, schizzi, copie, modelli». Il disegno di Botticelli è uno studio originale a penna, su carta, di grande qualità «che si inserisce con degna statura tra i fogli di altri artisti toscani del Quattrocento come Benozzo Gozzoli, Verrocchio. Filippino Lippi, Ghirlandaio». E se tra i rappresentanti dell'area umbro-laziale troveremo un Signorelli o un Pinturicchio, l'area veneziana «brillerà» con disegni del Carpaccio mentre l'area padana potrà vantare un Lorenzo Costa. Il panorama della mostra si annunzia dunque come suggestivo e complesso, anche se i suoi curatori tengono a sottolinearne «l'approccio scientifico ai problemi tecnici e scientifici, oltre all'analisi storica, estetica». Nel caso del Botticelli bisogna oltretutto ricordare come siano pochi, al di là delle illustrazioni per la Commedia, i suoi disegni pervenutici (appena ventidue). Sulla carta preparata con colore azzurro ridotto a pallido celeste appare così una testa dai corti capelli ricciuti, rivolta in alto di tre quarti di destra. E la tipologia del volto dai grandi occhi con le pupille marcate; dal naso appuntito «in linea col sopracciglio», dalla bocca carnosa e semiaperta (una tipologia di origine lippesca) richiama inequivocabilmente un altro Botticelli, quello della testa di Flora nella Primavera.