Milano accelera verso una promozione culturale sempre più sganciata dalla burocrazia pubblica e sempre più aperta al mix pubblico-privato. Sostengono questa strada sia gli amministratori che i direttori dei teatri. E con una novità: questa volta, il «privato», non è solo l'azienda ma, si spera, anche il singolo cittadino. Dal Comitato di presidenza sovrinteso dal sindaco, infatti, è venuto il «via libera» per la nascita della Fondazione musei civici, il nuovo ente a maggioranza pubblica con contributo e managerialità privati, che dovrà gestire dal 2004 tutti i musei comunali (come il Castello Sforzesco, il Museo di Storia Naturale, del Risorgimento) per renderli più efficienti. «La Fondazione servirà - afferma l'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba -per associare alla gestione dei musei le forze private e per assicurare ai musei maggior autonomia di gestione, tutelando il carattere scientifico. Abbiamo già elaborato una bozza di Statuto, dopo aver preso in esame i modelli di Torino e Siena, già attuati. Tutti i privati potranno contribuire alla nascita della Fondazione, anche versando solo 50 euro». Si pensa di raccogliere mille soci; ma questo numero potrebbe crescere Carrubba ha già fatto i conti per predisporre il business-plan: i musei civici costano 24 milioni di euro all'anno. «La scelta politica è avvenuta - conclude -; il sindaco ha detto di "andare avanti"». Entro fine anno il progetto Fondazione andrà in Giunta per l'approvazione e dal 2004 sarà attivo. Ma di rapporti più snelli tra burocrazia istituzionale e gestione della cultura ha parlato anche il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar. «In cinque anni, otto miliardi e mezzo di vecchie lire se ne sono andati in interessi dovuti alle banche, cosa che non sarebbe avvenuta se ci fosse stata più snellezza nell'attribuzione dei fondi Statali. I teatri lasciano il 15 di questi contributi in interessi alle banche, perché i fondi arrivano tardi; noi chiediamo più snellezza per questi fondi: metà dei soldi dati alle banche - conclude - ci avrebbero permesso di riprendere lo spettacolo "Infinities" di Ronconi anche quest' anno». Un'altra voce di spesa che grava sui teatri cittadini è l'Irpeg: «Chiedo ai ministri Urbani, che ringrazio per aver sbloccato in 48 ore i fondi per il 2002-2003, e Tremonti, che i teatri stabili non paghino l'Irpeg, così come avviene per gli enti lirici». Facendo propria una indagine dell'Eurisko, secondo cui i milanesi chiedono più cultura che parcheggi, Escobar ha infine invitato le istituzioni della città «a fare uno scatto in avanti, a sancire un nuovo Patto, laico in cui l'unione di pubblico e privato restituisca un'anima alla città». E grazie a un mix di contributi pubblici e privati, nei primi mesi del 2004 inizieranno i lavori che trasformeranno il teatro Franco Parenti in Cittadella dello spettacolo. «I lavori costeranno 11 miliardi - afferma la direttrice Andrée Ruth Smammah - e possiamo dare il via grazie a un protocollo d'intesa firmato con il Comune, che ha deciso di donare al Teatro la stessa cifra che daranno i privati». Nel programma raccogli-fondi anche una T-shirt da vendere ai cittadini con la scritta «Io vado a teatro» autografata da Umberto Eco e Francesco Saverio Borrelli. Tra gli aiuti anche uno sconto del 20 fatto da Pirelli Real Estate, che eseguirà i lavori.