Di Ogni anno arrivano nuove pubblicazioni che occupano un chilometro e mezzo di scaffali Non sanno più dove metterlo, quel treno di libri lungo un chilometro e mezzo, che vedono arrivare ogni anno. La Biblioteca Nazionale di Firenze è in crisi, di spazi, di personale e di strutture. Il grido d'allarme arriva sotto forma di lettera-appello dalla Associazione lettori della biblioteca e portala firma di Arnaldo Bruni, Stefano Galestri, Paul Ginsborg, Pola Poletto e Giuseppe Nava. I vertici dell'istituzione lo accolgono e se possibile lo amplificano. « È vero: la situazione è drammatica ammette la vicedirettrice Gloria Cerbai Stiamo scoppiando e non sappiamo dove mettere i libri. Dobbiamo augurarci un'altra alluvione?». Cinque milioni e mezzo di volumi, sale frequentate da studiosi in arrivo da ogni parte del mondo, un punto di riferimento per ogni ricercatore. A Roma conoscono l'importanza della Nazionale, ma ben poco starebbero facendo per risolvere i suoi problemi. «La Biblioteca si legge nella lettera dell'Associazione lettori è condizionata da una crescente carenza di spazi. Dovendo ospitare per legge quanto viene stampato sul territorio nazionale, vede crescere le sue scaffalature ogni anno. Ora i locali disponibili sono in via di saturazione ed è prevedibile a breve l'impossibilità di procedere a nuove acquisizioni. Ha peggiorato la situazione la recente chiusura al pubblico del Forte Belvedere, dove sono conservati periodici e quotidiani antecedenti il 1984, ora consultabili solo presso la sede centrale con disagi per gli utenti e con il rischio di danneggiamento per i preziosi materiali, sottoposti al trasporto. Il quadro, pesantemente negativo, configura in un futuro prossimo venturo una interruzione del servizio. Vari tentativi di ottenere locali adiacenti, in particolare una caserma contigua in via Tripoli, hanno trovato un ostacolo finora insuperabile nella determinazione del ministero della Difesa, proprietario dell'immobile, di procedere alla vendita nel quadro del progetto di cartolarizzazione, promosso dall'attuale governo per il risanamento del deficit di bilancio». Della caserma, in direzione non hanno notizie. « È vero dice Cerbai utilizzare quella struttura sarebbe utilissimo. LO abbiamo spiegato anche al ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, che ha promesso di interessarsi al problema, ma non si è più fatto vivo. Potrebbe mettersi d'accordo con il ministro della Difesa Antonio Martino. Intanto cerchiamo di fare con quello che abbiamo, ma mi creda è difficilissimo. I libri sono dappertutto, in certi casi ostacolano le uscite di sicurezza. Finiremo per metterli per la strada, in via Magliabechi». Un alttro dei problemi sollevato dall'Associazione è quello dei dipendenti. «La Biblioteca è afflitta da una cronica insufficienza d9i personale. Rispetto al pieno organico di 450 unità, attualmente risultano in servizio 275 addetti». Anche in questo caso Cerbai è sulla stessa lunghezza d'onda. «È vero, siamo meno del previsto. E figurarsi che ci vorrebbero anche più di 500 dipendenti per dare a tutti, ricercatori assidui e frequentatori occasionali, un servizio degno. Adesso in molti vengono a lamentarsi». Nella situazione di collasso una buona notizia c'è: si farà la gara per avere un bar interno. Portando via un po' di spazio ai libri.