E' cominciata la campagna acquisti per dar vita, domenica prossima, davanti al "cantieraccio di Porta Murata" (dove è prevista la realizzazione di un fabbricato commerciale interrato), all'iniziativa "Una molletta per le mura" ideata e promossa dal comitato cittadino "Salviamo l'Arcionello" che, dopo essersi battuto negli ultimi tre anni per salvare l'omonima valle e gli immediati dintorni dal cemento, sta confezionando una nuova mobilitazione per impedire una intrapresa edilizia che ha già sollevato varie contestazioni. «Egregio Michele Bonatesta...». Antonello Ricci, portavoce del coordinamento, sceglie un incipit classico per invitare l'ex parlamentare di An, animatore del movimento "Insieme per il territorio", a essere della partita del 17 settembre. Motivo? «Ho letto - dice Ricci al suo interlocutore - con attenzione (e apprezzato) il suo intervento a proposito delle delibere anni Novanta sul cantieraccio di porta Murata. Viterbo è una città strana. Non di rado misteriosa. Perché ora sta accadendo da tempo che siano proprio parti significative, se non determinanti, del locale centrodestra (vedi Nando Gigli) e della destra-destra - che pure governa ininterrottamente questa città dal crepuscolo degli andreottiani - a contestare con spirito critico e rigore di documentazione certe scelte di un'amministrazione che più di destra non si potrebbe. Lottando fianco a fianco con un centrosinistra spesso volenteroso ma perennemente esiliato sui banchi dell'opposizione. Con determinazione e asprezza inedite nel mordere ai garretti il sindaco Gabbianelli per innervosirlo. E magari - è successo più d'una volta - metterlo nell'angolo. Prima la signorile ma durissima requisitoria di un galantuomo come Giuseppe Occhini (altro esponente della destra storica, ndr). Poi la feroce denuncia squadernata da lei, senatore Bonatesta. Se fossimo negli anni Settanta e lei fosse un rosso (mi perdoni il benevolo paradosso), il suo pezzo potremmo senz'altro rubricarlo come ottimo esempio di "controinformazione"». Dopo l'Arcionello, «e la recente costituzione di un Comitato per la salvaguardia dei beni culturali e ambientali promosso insieme dal professor Occhini», secondo Ricci la «bizzarra trasversalità» può essere messa in campo anche per Porta Murata, la cui «querelle conferma che Viterbo è uno stimolante laboratorio di novità civico-politiche», soprattutto «se ci si impegna a non derogare dalla concretezza delle questioni. Se ci si àncora con determinazione e lucidità alla specificità dei contenuti. Se si resiste alle sirene dell'ideologismo e della strumentalizzazione di parte (in questo senso, egregio Bonatesta, ho molto apprezzato un passaggio del suo scritto)». «Egregio senatore - conclude Ricci - mi piacerebbe incontrare anche lei domenica 17 al parcheggio di fronte al cantieraccio di porta Murata. Con una molletta in mano, magari, al posto del sigaro (di cui Bonatesta è accanito furmatore, ndr) di sempre».
Porta Murata, Ricci suona l'adunata. No al fabbricato: il promotore invita Bonatesta alla manifestazione
Domenica prossima, a Porta Murata, si terrà una manifestazione per fermare la realizzazione di un fabbricato commerciale interrato. L'iniziativa è stata promossa dal comitato "Salviamo l'Arcionello" e ha già sollevato varie contestazioni. Il portavoce del coordinamento, Antonello Ricci, ha invitato l'ex parlamentare Michele Bonatesta a partecipare alla manifestazione. Ricci ha criticato l'amministrazione di Gabbianelli e ha richiesto un incontro con Bonatesta. La manifestazione è stata promossa come parte di una mobilitazione per salvare l'Arcionello e gli immediati dintorni dal cemento.
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