Ma la situazione strutture scolastiche in città non è proprio delle migliori. Sottratta un'aula da destinare all'istituto alberghiero 10092006 Nell'istituto di viale IV Novembre insistono anche elementare, media, convittori e semiconvittori LUCERA - «Sono sinceramente dispiaciuto ho dovuto agire così per tutelare il diritto allo studio di un corso di studi all'alberghiero che ha carenze di aule pur avendo un incremento di iscritti». A parlare è il rettore del Convitto Nazionale Antonio Bonaccorso all'indomani del provvedimento di sfratto di un'aula del corso di laurea di Beni Culturali. Nell'aula sono stati spostate le suppellettili - tavole e sedie - dell'università per poter fare i lavori di adattamento dell'aula ed ospitare i ragazzi dell'alberghiero. La notizia della perdita dell'aula da parte del corso di laurea in Beni Culturali - ospitato dal febbraio nel 2002 nei locali del Convitto Nazionale in virtù di una convenzione che vede il Comune di Lucera pagare spese per 228.000 euro all'anno per garantire ospitalità al corso di laurea inaugurato sotto la direzione dell'archeologo Giuliano Volpe e presieduto dall'anno scorso dall'antropologa Patrizia Resta - ha fatto nascere il sospetto che l'intero corso universitario potesse fare i bagagli, direzione Foggia. Una voce circolata in modo insistente negli ambienti degli addetti ai lavori fra venerdì pomeriggio e sabato mattina. Le voci si sono rilevati infondate anche se di fatto la perdita da parte dell'università di un'aula va ad aggravare una situazione logistica di per sé non facile, al centro negli anni scorsi di polemiche e recriminazioni che hanno contributo alla non totale integrazione del corso di laurea in Beni Culturali con la città, nonostante il boom di iscritti. L'atto preso dalla direzione del Convitto Nazionale, che si è riappropriato di un'aula, però è totalmente legittimo. Anzi come sottolineato dalla direzione del «Bonghi» giunto in «estrema ratio» per alleviare le difficoltà logistiche degli studenti della scuola alberghiera presente al Convitto. Nell'istituto di viale IV Novembre insistono però anche una scuola elementare, una media, i convittori ed i semiconvittori. Anche se gli spazi sono tanti, la presenza di più scuole si fa sentire in termini logistici. Noi siamo in una fase di rilancio, sono aumentate le richieste per semiconvittori e convittori, l'alberghiera ha avuto un buon successo se cresciamo - spiega il rettore Bonaccorso - è un bene per l'intera città». A determinare i problemi la mancata risoluzione della «questione Fasani», ovvero la scuola media che insiste nel palazzo del Convitto Nazionale. L'anno scorso il Comune decise di spostare la scuola media in zona «Lucera 2», così da mettere 6 aule a disposizione del Convitto Nazionale - che è proprietario delle aule date in affitto al Comune di Lucera dal 1983 quando fu insediata la scuola media «Fasani» che lasciò la vecchia sede di palazzo De Troia - ed altre a disposizione del corso di laurea in Beni Culturali. Quel provvedimento preso dal Comune rimase lettera morta. Tante le proteste della direzione e dei docenti della «Fasani», mortificati da quella scelta. A proporsi quindi una sorta di «coperta corta» che rischia di penalizzare tutti: il «Bonghi», la «Fasani» e Beni Culturali, purtroppo. Francesco Barbaro