C'è un mostro, giuridico, in circolazione in Italia, e si annida nella bozza del codice dei beni culturali redatto dal ministero. Da un lato afferma che il patrimonio artistico non si tocca ed è inalienabile, dall'altro dice il contrario. Con la conseguenza dì far infiammare Salvatore Settis a un convegno su gestione, «devolution» e privatizzazione organizzato ieri a Roma da Italia Nostra, il direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa nonché consulente del ministro Giuliano Urbani. A riscaldare Settis è il direttore generale per i beni architettonici e il paesaggio Roberto Cecchi secondo cui oggi, grazie a quel codice in via di elaborazione e non ancora licenziato da Urbani, possiamo stare tranquilli. «Sono preoccupato», ribatte Settis, e sembra molto allarmato. Dopo fa sapere che il ministro gli ha detto «che intende porre rimedio e affermare il principio dell'inalienabilità del patrimonio storico artistico dello Stato». Il sasso però è lanciato e la bozza del codice, alla mano, si rivela a dire poco ambigua. Siamo quindi a un nuovo capitolo della saga della vendita-non vendita dell'arte italiana. Che si inserisce in un momento dove c'è tantissima carne al fuoco: dal rapporto tra Stato e Regioni all'ipotesi di creare Fondazioni per grandi musei fino all'ingresso dei privati nella gestione. Con tutta questa carne il rischio di bruciare l'arrosto è altissimo. Non è un caso che se ne parli in tanti convegni. Ieri sera l'associazione Civita ha invitato, tra gli altri, Sergio Cofferati e l'assessore al bilancio del Comune di Roma per parlare di beni culturali e occupazione. Non è un caso se ora la Margherita si è dotata di una Consulta nazionale sui beni culturali perché nel settore «le urgenze sono estreme», avverte il capogruppo alla Camera Andrea Colasio. Che, in un documento, ricorda come il solo concepire l'idea di vendere pezzi del patrimonio dello Stato, benché non includerà mai il Colosseo, è un errore madornale: non tiene conto che ogni pezzo dell'arte è legato al «museo diffuso» qual è ovunque l'Italia, lo «disancora» dal territorio. In effetti si respira l'atmosfera dell'urgenza, se non dell'emergenza, all'appuntamento dell'associazione ambientalista. Cecchi dapprima rivendica il fatto che il ministero «ha accolto il 90 delle richieste delle Regioni, con le quali c'è un rapporto di reale collaborazione» e quindi non può essere accusato di «statalismo», rivendica il fatto che il codice incluse il paesaggio, poi si avventura in un terreno minato: «il codice stabilisce che i beni del patrimonio culturale pubblico destinati alla fruizione collettiva non possono essere alienati. Trovo il testo molto tranquillizzante». Settis si alza in piedi. Si accalora: «Quel testo è ambiguo e confuso. Sono molto meno tranquillo di Cecchi», parla di «vergogna giuridica», neppure insigni giuristi hanno fugato i suoi timori anche se l'ufficio legislativo ministeriale è fatto di persone competenti, «non posso accettare questo». A cosa si riferisce? Nero su bianco (conta lo scritto) il codice in una versione aggiornata dice; l'articolo assegna al ministero la tutela dei beni statali di interesse nazionale, agli enti locali il resto. La distinzione è un vero pericoloso mostriciattolo (muove dal disegno di legge costituzionale La Loggia di modifica del titolo V della Costituzione). «Urbani mi ha detto che abbandoneranno questa distinzione», auspica Settis. L'articolo 52 recita: «sono inalienabili gli immobili e le aree dì interesse archeologico, i beni di Stato, Regioni ed enti pubblici territoriali, beni mobili e immobili vincolati, raccolte di musei, pinacoteche, archivi, biblioteche», i monumenti nazionali. L'articolo 53 dice altro: sì possono trasferire alla Patrimonio Spa (domanda maliziosa, non è che andranno alla Infrastrutture Spa per imbastire la famosa «cartolarizzazione»?) solo beni mobili e immobili vincolati di interesse storico artistico e demoetno-antropologico e poi quelli legati alla storia politica, letteraria, militare, artistica. Questo trasferimento «non è alienazione e non modifica il regime giuridico» di quei beni. Quindi? Solo quelli di particolare importanza non si toccano? Gli altri? «Un testo assolutamente contraddittorio, ha ragione Settis», commenta Irene Berlingò, presidente della Assotecnici, aggiungendo che il nodo perverso sia nella «sbagliata e impossibile distinzione tra valorizzazione, gestione, fruizione e tutela». Un principio che, all'appuntamento di Italia Nostra, viene fatto risalire ai tempi del centrosinistra al governo e che viene condannato senza mezzi termini. «Questo nuovo codice abbassa il livello di tutela», aggiunge Chiarante, presidente dell'associazione Bianchi Bandinelli, già vicepresidente del Consiglio nazionale dei beni culturali. Dipende «dalla logica di aziendalismo ed economicismo» che ha travolto anche i beni culturali con effetti, soggiunge con amarezza, devastanti.
l'Unità
21 Giugno 2003
Salvatore Settis: quel codice è pericoloso
ST
Stefano Miliani
l'Unità
Il ministro Giuliano Urbani ha affermato di voler porre rimedio al codice dei beni culturali in via di elaborazione, che secondo il direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, Salvatore Settis, è ambiguo e confuso. Settis ha criticato il codice per la sua distinzione tra beni del patrimonio culturale pubblico destinati alla fruizione collettiva e quelli che possono essere alienati. Il codice stabilisce che i beni del patrimonio culturale pubblico destinati alla fruizione collettiva non possono essere alienati, ma non è chiaro se questo includa anche i beni di particolare importanza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Kataweb · 9 Gen 2002
Il rebus dei beni culturali - La complessa situazione dei beni culturali odierna. La affrontano tre testi in libreria: di Silvia dell'Orso, di Salvatore Settis e del ministro Urbani
l'Unità · 14 Mar 2003
Centro Urbani - Aria di cambiamenti a via del Collegio Romano
l'Unità · 21 Mar 2003
Il tre per cento della discordia
l'Unità · 1 Apr 2003
Ara Pacis o fabbrica di San Pietro?
l'Unità · 6 Apr 2003
Archivio di Stato a rischio chiusura
l'Unità · 19 Apr 2003
Salta la sanatoria per i tombaroli
l'Unità · 8 Mag 2003
Le promesse mancate di Urbani. Pochi custodi, straordinari non pagati
l'Unità · 10 Mag 2003
Archivi senza luce e telefono, ma intanto il 64 dei fondi è inutilizzato
l'Unità · 31 Mag 2003
3152003 - Anche i privati piangono
l'Unità · 5 Giu 2003
Lo Stato può vendere e il caos regna sovrano
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
l'Unità · 13 Giu 2002
Le FAQ per capirne di più
la Repubblica · 13 Giu 2002
La bella Italia che si mette in vendita
La Stampa · 14 Giu 2002
Squilibri significativi nei conti pubblici dell'Italia
ANSA · 23 Lug 2002
Beni culturali: UIL, articolo 33 smantella sistema culturale
ANSA · 24 Lug 2002
Beni culturali: Urbani, puntiamo a triplicare le risorse
ANSA · 24 Lug 2002
Restauri: Poli Bortone (AN) a ministri, si riduca IVA
il manifesto · 16 Giu 2002
Ciampi: quei beni sono di tutti
la Repubblica · 29 Mag 2002
Monumenti in vendita? Allarme per Un decreto legge in discussione al senato
www.pierluigimantini.it · 31 Mag 2002
Le politiche delle infrastrutture nel primo anno del secondo governo Berlusconi
Panorama · 17 Giu 2002
Non si vende niente Tesori dello Stato ai privati? L'operazione del governo firmata da Ciampi lo esclude. Ecco come funziona
Corriere della Sera · 17 Giu 2002
Ora il rischio è che si svendano edifici simbolo dell' Italia minore E' in pericolo quel tessuto irripetibile che nei secoli ha disegnato la nostra identità
la Repubblica · 15 Ago 2002
L'Ulivo annuncia il referendum sulla cessione. Contrario anche il forzista Roberto Caputo Galleria, destra spaccata
www.google.it · 17 Giu 2002
Convertito in legge il decreto che istituisce la Spa patrimonio e infrastrutture Legge pubblicata su Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2002, n. 139. In vigore dal 16 giugno 2002
Liberazione · 18 Giu 2002
Lanzichenecchi
la Repubblica · 21 Ago 2002
Italia in vendita, arriva la lista . Da Pianosa ai siti archeologici l' elenco dei 'gioielli' in pericolo
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: E' divorzio tra Sgarbi e il governo Licenziato il sottosegretario ai Beni culturali
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: Per i beni culturali Sgarbi e Urbani separati in casa Le associazioni ambientaliste: Ciampi non firmi il decreto taglia-deficit
www.dsonline.it · 22 Giu 2002
Sinistra ecologista: su Patrimonio spa e infrastrutture spa propone un referendum abrogativo
Famiglia Cristiana · 23 Giu 2002
Tremonti? Robin Hood all'incontrario Economia. La riforma vista dall'Ulivo: parla Vincenzo Visco
il manifesto · 26 Giu 2002
Gli astuti vandali liberisti