L'Annunciazione degli Uffizi, enigmatico olio a tempera di un metro per oltre 2 di Leonardo, volerà a Tokyo e lì sarà in mostra dal 20 marzo: «Polemica conclusa, la decisione è presa »ha tagliato corto venerdì il ministro per i Beni culturali Rutelli. Fosse dipeso dal soprintendente Paolucci, dal direttore del museo Natali, dallo studioso Pedretti, il dipinto non si muoveva. Ma l'ambasciata lo voleva. E proprio nei giorni in cui ha preso servizio la commissione chiamata a proporre criteri sui prestiti d'arte. L'ha voluta Rutelli dopo il bailamme scatenato da Sgarbi per avere alla sua mostra mantovana sul Mantegna il Cristo Morto, dapprima negatogli dalla Pinacoteca di Brera, poi concesso dopo ispezione dell'Istituto centrale del restauro ordinata dal ministro. A condurre la commissione di esperti del restauro, docenti e un organizzatore culturale è Andrea Emiliani, studioso di lungo corso, una vita nei beni culturali: «È una commissione interdisciplinare che tiene conto dei diversi punti di vista e fornirà un documento al Consiglio superiore. Ricordando che la Costituzione affida ai musei la buona conservazione delle opere e che ci sono pezzi intoccabili, il primo criterio è la condizione fisica: tante tavole dipinte non possono viaggiare impunemente e il "clima box" per proteggerle fa quel che fa. Definirei molte mostre d'oggi illegittime, ma la nostra era comporta anche dei doveri verso il mondo della comunicazione, esiste una circolazione di lavoro e denaro da salvaguardare. C'è modo e modo. Servono norme che forniscano massima tutela e tranquillità». E se uno straniero è per l'unica volta nella vita agli Uffizi e non trova la Primavera del Botticelli, si infurierà? «In quel caso forse dovremmo far sì che quel signore possa denunciare il museo perché privato del dipinto come accade con le agenzie turistiche inadempienti», azzarda Emiliani. «Deve valere anche un criterio sociale: un'opera è prima di tutto del museo e di chi va a vederla. Un museo non può diventare sede di import-export». E se la politica impone? Su Mantenga i funzionari di Brera si sono sentiti «screditati e offesi».«A volte la politica può intervenire, se ha amministratori in grado di farlo. Nel '56 Dozza, sindaco comunista di Bologna, ebbe meritoriamente dei Carracci da Dresda per una mostra importante. Ma di norma i politici dovrebbero starne fuori».
PRESTITI L'Annunciazione dagli Uffizi al Giappone. Ma la polemica resta aperta
L'Annunciazione degli Uffizi di Leonardo da Vinci sarà esposta a Tokyo dal 20 marzo. La decisione è stata presa dopo una polemica, in cui l'ambasciata italiana ha chiesto il prestito del dipinto. Il ministro per i Beni culturali Rutelli ha tagliato corto e ha autorizzato la mostra. Una commissione di esperti del restauro, guidata da Andrea Emiliani, ha valutato la condizione fisica del dipinto e ha stabilito criteri per la sua esposizione. La commissione ha considerato la condizione fisica del dipinto, il clima di conservazione e il dovere di proteggere le opere d'arte.
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